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Celli sul Piano di Zona Grotte Celoni: “Andrebbe annullato o ridotto del 50 %”

Ha spiegato il consigliere comunale, che ha votato a favore della mozione presentata giovedì dal M5S, precisando: "L'atto è giusto, ma carente nel contenuto, non 'pungente'"

via del Torraccio

Falde acquifere da tutelare, mancanza di servizi e infrastrutture obsolete:  è grande la preoccupazione tra i cittadini del Villaggio Breda, Fontana Candida, Gaia Domus e Villa Verde per il Piano di Zona D11 “Grotte Celoni”, anche dopo l’approvazione della mozione elaborata dai comitati, presentata dal M5S in Aula Giulio Cesare ed approvata all’unanimità dai consiglieri comunali. L’atto chiede una verifica urbanistica urgente.

svetlana celli-2“La mozione è giusta, ma carente nel contenuto, non ‘pungente’, in quanto non va al centro del problema”, ha precisato il consigliere comunale Svetlana Celli(Lista civica Marino), presidente della Commissione Personale, Statuto e Sport di Roma Capitale, che è intervenuta in Aula Giulio Cesare giovedì scorso. “Infatti il provvedimento parla di valorizzazione ambientale e di partecipazione dei cittadini – ha affermato il consigliere comunale –. Il Piano di zona andrebbe annullato o ridotto del 50% per evitare un nuovo effetto Tor Bella Monaca. In quel quadrante esistono già insediamenti di Edilizia Residenziale Pubblica: Tor Bella Monaca, Villaggio Breda e Fontana Candida e ne sta nascendo un altro alla Selvotta”.

GIUSEPPE CELLI: “L’ERRORE È STATO COMPIUTO 10 ANNI FA” - “L’errore è stato compiuto 8-10 anni fa”, ha spiegato Giuseppe Celli, ex presidente del Municipio e già consigliere regionale, che era presente all’ultima Commissione Urbanistica in Comune e alla riunione, prima della votazione, che si è svolta insieme all’assessore Caudo, alcuni consiglieri e cittadini della zona. “Il collettore fognario del Villaggio Breda non regge e al di sotto dell’area ci sono falde acquifere. La Casilina e la Metro C sono state realizzate per i cittadini che già abitano qui. Sarebbe quindi un disastro ambientale. Veltroni nel 2006 ha sbagliato ad indicare proprio quell’area per un Piano di Zona, così come è stato un errore realizzare tanti Piani di Zona nell’ex VIII Municipio”.

“Non si può avere un Piano di Zona del genere – ha detto il consigliere comunale –: l’area scelta è infatti l’unico canale ambientale verso i Castelli Romani, nonché unico spazio verde fruibile per tre quartieri. Nel sottosuolo insistono falde acquifere da tutelare e proteggere. Il quadrante, poi, già lamenta la mancanza di servizi come fognature, collettori, scuole asili e posti di polizia. Si dice sempre che a nuove cubature corrispondono nuovi servizi ma in realtà non è mai così”. 

“Inoltre il nuovo piano di zona prevede abitazioni a canoni concordati che sicuramente non ammonteranno a 200 o 300 euro al mese ma a 700 o 800 – ha concluso Svetlana Celli –. Un simile piano 10 anni fa avrebbe avuto senso, ma non oggi, considerato che sul mercato ci sono migliaia di alloggi sfitti e invenduti. La localizzazione è completamente sbagliata, ma se non si può annullare il Piano di Zona, si deve almeno ridurlo del 50 %. In riunione l’assessore all’Urbanistica Caudo ha detto ‘O si annulla o si riduce’: l’assessore troverà una soluzione  Questa volta l’Amministrazione di centrosinistra ha la possibilità di rompere col passato, puntando non sul cemento ma sui servizi, di cui il quadrante ha assoluto bisogno”.

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