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Piano di zona Grotte Celoni: “Puntiamo a contenere il danno”

Ha detto il consigliere comunale Svetlana Celli, dopo la riunione privata organizzata sabato al Villaggio Breda insieme ai rappresentanti dei cittadini. La cancellazione totale del piano sembra ormai essere un'ipotesi impossibile

Piano di zona Grotte Celoni: “Puntiamo a contenere il danno”
Ha detto il consigliere comunale Svetlana Celli, dopo la riunione privata organizzata sabato al Villaggio Breda insieme ai rappresentanti dei cittadini. La cancellazione totale del piano sembra ormai essere un’ipotesi impossibile

Un incontro a porte chiuse per parlare del Piano di Zona D11 Grotte Celoni e valutare le strategie da intraprendere nelle prossime settimane: i rappresentanti dei cittadini di Villaggio Breda, Gaia Domus, Villa Verde e Fontana Candida si sono riuniti, sabato mattina, presso il Centro Anziani di via Grotte Celoni, alla presenza dei consiglieri comunali Svetlana Celli (Lista civica Marino), Dario Nanni(Pd) e Enrico Stefàno (M5S), del portavoce municipale Fabio Tranchina(M5S) e dell’ex consigliere regionale e presidente del Municipio, Giuseppe Celli. Nell’incontro è stato ribadita l’impossibilità dell’Amministrazione attuale di versare 26 milioni di euro ai costruttori e ai proprietari, più le spese per gli scavi e il risarcimento civilistico per le mancate cubature, riflettendo invece sullo spostamento di alcune cubature e sulla loro riduzione.

“Ho portato all’incontro la lettera che mio padre scrisse a Veltroni nel 2005, in cui chiedeva l’annullamento di questo piano – ha spiegato Svetlana Celli –. Si è capito che il problema sono gli accordi presi con le cooperative e i costruttori e per uscirne fuori servirebbero 26 milioni di euro, una cifra impossibile per questa Amministrazione, che non può sostenere gli oneri e le spese. Il Piano di Zona purtroppo si farà: puntiamo quindi a ridurre il danno nel migliore dei modi chiedendo la riduzione delle cubature e il trasferimento di parte di queste altrove, oltre alla verifica delle valutazioni effettuate all’epoca, che hanno portato l’Amministrazione a decidere la realizzazione in questo quadrante del Piano di Zona, considerata la carenza di servizi. Con queste nuove unità abitative infatti uccideremo il territorio. L’assessore Caudo è favorevole a portare avanti questa strategia. Faremo un atto di Consiglio, credo una mozione, al fine di ‘contenere il danno’ e verificare la valutazione ambientale fatta quando è stato pensato il piano”.

“La situazione è difficile – ha precisato Enrico Stefàno –: l’iter è avviato, faremo un atto di indirizzo per limitare i danni e tornare almeno alla situazione pre-Alemanno e definire le opere di urbanizzazione. Certo, Roma Capitale è sempre Roma Capitale e tutto è possibile, ma l’ipotesi di eliminazione totale del piano è attualmente molto difficile”.

“Esistono una marea di incongruenze – ha detto Fabio Tranchina –: la valutazione di impatto ambientale non è stata fatta. Noi siamo contrari e staremo con i cittadini, I comitati sono pronti ad agire legalmente attraverso una denuncia alla Procura della Repubblica e un esposto alla Corte dei Conti per danno erariale, in quanto la pubblica utilità lì è ancora tutta da dimostrare, considerato l’ulteriore carico urbanistico e l’assenza di nuovi servizi, infrastrutture e viabilità”.

“Abbiamo appurato che l'eliminazione del Piano di Zona è una cosa quasi impossibile – ha scritto su Facebook Giovanni Raiola, presidente del comitato di quartiere di Vila Verde –: con i comitati, insieme ai consiglieri comunali,  abbiamo deciso di intraprendere qualsiasi strada nel cercare di ridurre i danni provando a riportare questi piani di zona alle cubature iniziali. Non sarà una cosa facile, ma di certo ci proveremo fino alla fine. Per quanto riguarda Villa Verde, ho appreso una notizia davvero scioccante (che analizzerò insieme a tutto il comitato): i servizi da tanto attesi da tutti noi (allaccio delle fogne al collettore, prolungamento di via Gagliano del Capo a via della Sorbona) non viaggiano di pari passo al Piano di Zona”.

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