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Villaggio Breda: la Rosmarina, una grande famiglia

Dal 2005 l'associazione di volontariato offre servizi gratuiti alle persone più svantaggiate. C'è chi poi, nella vita, ha affrontato prove dure, come S., che da poche settimane si occupa della distribuzione di pacchi alimentari

Sopra, la responsabile dell'associazione Marinella insieme ai volontari; sotto, il camper del La Rosmarina

camper la rosmarina-2Tutti insieme, ogni giorno, come una grande famiglia: al Villaggio Breda, l'associazione Onlus “La Rosmarina”, dal  2005, offre servizi gratuiti per garantire la tutela dei diritti civili delle categorie più deboli e svantaggiate del territorio, come bambini in difficoltà, ragazze madri, famiglie bisognose, soggetti fragili ed emarginati. L’associazione è nata grazie alla volontà e l'impegno di un gruppo di donne amiche, fortemente legate al settore sociale. Il motore di questa macchina è costituito dai circa 30 volontari e dai professionisti che ogni giorno aiutano gratuitamente le persone che si rivolgono all'associazione. Spesso diventa volontario proprio chi ha ricevuto un aiuto. Da febbraio 2008 a “La Rosmarina” sono attivi il corso di alfabetizzazione per stranieri ed italiani, che si svolge ogni mercoledì e venerdì dalle 10 alle 12 e sempre venerdì pomeriggio, dalle 17:30 alle 19:30 e il corso di informatica per stranieri ed italiani, ogni martedì mattina dalle 10 alle 12. Infine il martedì e il  venerdì, dalle 16 alle 18, i volontari distribuiscono i pacchi alimentari. L'associazione sostiene circa 450 famiglie al mese.

LA STORIA DI UNA VOLONTARIA : “IO SFRATTATA CON UN BAMBINO AIUTO GLI ALTRI -  S.D.P. ha due occhi chiari, molto dolci: è una donna bellissima di 45 anni, in gamba e razionale. Fa la volontaria alla Rosmarina da poche settimane: 10 giorni fa ha subito uno sfratto e ha dovuto lasciare, insieme a suo figlio di 13 anni, la casa in cui viveva dal 2000, tra Tor Vergata e la Tuscolana. 

“Sono nata ad Ostia – racconta S. – : la mia famiglia era molto agiata e mio padre era un famoso costruttore. Papà, tanti anni fa, fece investimenti azzardati . Concesse inoltre uno spicchio di investimento anche a mio zio: un terreno, su cui iniziarono a costruire un hotel, con l’accordo scritto e verbale che sarebbe andato a me. Morì quando avevo 12 anni: mio zio fece sparire quella carta privata. Così, sono andata via da lì e ho iniziato a lavorare per Kimbo Caffè, poi per Palombini Caffè. Ho incontrato un uomo, che era già sposato. Abbiamo convissuto insieme: mi ha chiesto di fare un bambino per avere il coraggio di lasciare sua moglie, ma non l’ha fatto. Poi Palombini ha fatto un ‘fallimento finto’ e io mi sono ritrovata in grave difficoltà: lo sfratto è stato ufficializzato solo un anno fa, perché in realtà la casa non era in regola. Ho scoperto che il mio compagno si drogava: il mio bambino ha iniziato a soffrire di schizofrenia. Aveva subito una violenza visiva, si presume uno shock molto forte. Ha avuto problemi di alimentazione. Per fortuna ci sono due assistenti sociali che stanno vicino a lui e a me: due mamme, che mi hanno aiutata a stare sempre con mio figlio, evitando che fosse dato in affidamento, offrendogli un contesto familiare tranquillo, anche grazie al supporto di un neuropsichiatra”. Sono andata avanti con le candele dentro casa, ho sofferto di anoressia: una volta sono rimasta a letto come un vegetale per 30 giorni e mio figlio era sempre accanto a me”. 

S. da poco tempo ha conosciuto un altro uomo, divorziato, che fa il vigile urbano. “È stato meraviglioso, ha preso a cuore la nostra situazione – continua la volontaria –. In un momento di sconforto, ho incontrato anche una signora che lavora per Federcasa, che ha iniziato a seguire la mia storia e, grazie a lei, dopo lo sfratto, oggi abitiamo in un residence a Casal Lombroso, in 27 metri quadri insieme al nostro cagnolino: mi ha promesso però che ci trasferirà in zona Romanina, per permettere a mio figlio di avere tutto il sostegno di cui ha bisogno, di andare a scuola vicino casa e di continuare a fare le attività che faceva prima. Da un po’ di tempo cercavo il modo di ricevere i pacchi della Caritas: mi hanno indirizzato alla Rosmarina. Oggi faccio la volontaria: aiuto anche le altre persone in difficoltà. Certo, non tutti sono disposti ad immedesimarsi nei panni degli altri: dipende dalla tua indole, a come hai vissuto. Se la vita ti ha incattivito, non ci riesci”.

Per sostenere La Rosmarina, è possibile versare il proprio contributo sul c/c n.15237 - Banca di Credito Cooperativo di Roma – Codice IBAN: IT02I0832703218000000015237. Per destinare il 5XMille all'associazione è invece necessario firmare nell'apposito riquadro della dichiarazione dei redditi CUD/730/740 e trascrivere il codice fiscale de La Rosmarina n.97402450585. I proventi raccolti verranno utilizzati per continuare a sostenere le ragazze madri e i loro bambini, creando progetti per la prevenzione del disagio, aiutandole ad inserirsi nella società. Per avere informazioni, mettersi in contatto od offrire la propria collaborazione a La Rosmarina, è possibile chiamare i numeri 06/20434661 e 333/6138643 (http://www.volontariato.lazio.it/larosmarina/default.asp?id=10) oppure visitare la sede in via Erasmo Piaggio 26 (scala C). 

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