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Borghesiana: bastona i fratelli dell’amante perchè ‘mollato’. Arrestato

I poliziotti fermano in via di Vermicino un 26enne ed il suo complice dopo un'irruzione violenta a casa della donna che aveva troncato la loro relazione dopo aver scoperto che era sposato

Notte di follia a Borghesiana. E’ quanto hanno scatenato in via di Vermicino un colombiano di 26 anni ed un cittadino romeno 23enne che,  armati di bastone e spranghe di ferro, hanno fatto irruzione nell’abitazione dell’ex amante di B.O.A., queste le iniziali 26enne, sfasciando la sua automobile e aggredendo i suoi fratelli. Cieca violenza dettata dalla morbosità del colombiano che non voleva accettare la fine della relazione con una peruviana di 23 anni, avvenuta dopo che questa aveva scoperto che era sposato e aveva un figlio. L’uomo non si era rassegnato e per costringerla a non chiudere la loro storia aveva iniziato a perseguitarla. Alle minacce dell’uomo si erano aggiunte, poi, quelle della moglie, che, venuta a sapere della loro relazione, era andata sotto casa dell’amante del marito minacciando e insultando sia lei che la sorella della donna.

SPRANGATE NEL CUORE DELLA NOTTE: L’epilogo intorno alle 4 di stanotte in via di Vermicino,  quando l’uomo, assieme a un suo amico, è andato sotto l’abitazione della 23enne armato di mazza da baseball e spranga di ferro. Con il colombiano alla guida di un fuoristrada, questi ha prima hanno urtato la vettura dell’ex compagna, poi è sceso dall’abitacolo e ha colpito il parabrezza dell’auto infrangendolo. La ragazza, accortasi di quello che stava accadendo, è scesa in strada con i suoi fratelli  per fermarlo. Ma i due aggressori, per nulla intimoriti dalle rimostranze dei due, per tutta risposta,  hanno impugnato la spranga e la mazza e li hanno colpito ripetutamente  facendoli rovinare a terra per poi fuggire a bordo della loro automobile.

L’ARRESTO: Le Volanti del Commissariato Casilino, Romanina e Prenestino,  arrivate sul posto dopo la segnalazione di una lite al 113, hanno subito soccorso le due vittime che sono state trasportate in ospedale da  personale del 118. Poi, dopo una descrizione dettagliata della donna dei due aggressori e della loro auto,  gli agenti del Commissariato Casilino, diretti dal primo dirigente Antonio Roberti, si sono messi sulle loro tracce, riuscendo a rintracciare il colombiano mentre stava parcheggiando l’auto nel cortile della sua abitazione. L’uomo, vistosi scoperto, ha ammesso subito le sue responsabilità consegnando agli agenti oltre la mazza utilizzata per l’aggressione anche il nome e l’indirizzo del suo complice. Dopo aver rintracciato anche il secondo aggressore, B.O. A. e I.A., sono stati arrestati per tentato omicidio.

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