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Fontana Candida, il "mostro di cemento" fa paura: dai cittadini le alternative, M5s desaparecido

Presenti all'incontro anche i responsabili dell'associazione di quartiere che hanno ribadito la propria contrarietà proponendo una soluzione

Fontana Candida - Immagine di archivio

Sono 24 le palazzine che, come da progetto per le opere di compensazione per le mancate costruzioni di Tor Marancia, dovrebbero essere costruite nella “valle della morte”: in altre parole la zona compresa tra i quartieri Fontana Candida e Borghesiana, culla di un notevole patrimonio archeologico. Ognuna di esse dovrà avere cinque piani e si stima un aumento della popolazione di circa 3mila unità che andrebbe ad incidere in misura tutt’altro che irrilevante su un territorio già provato dall’assenza dei servizi. 

Lo stato dei lavori. A che punto è l’iter?

Non a caso usiamo il condizionale: la costruzione del “mostro di cemento” potrebbe ancora essere fermata. In questo momento la discussione del progetto è alla conferenza dei servizi, l’iter prevede che il passo successivo sia l’accordo di programma tra la Regione Lazio e il Comune di Roma per poi giungere alle convenzioni con i costruttori. “La politica può intervenire e cambiare il quadro della situazione – ha spiegato al nostro giornale Mariano Angelucci, vice segretario del PD Roma presente in commissione trasparenza nella mattina di mercoledì – E’ solo una questione di volontà”. 

La richiesta di convocazione oltre un anno fa 

Seduti al tavolo della commissione, invitati dal presidente Marco Palumbo, anche i referenti dell’Associazione di quartiere Fontana Candida che oltre a ribadire la propria contrarietà alla costruzione delle palazzine hanno chiesto nuovamente un incontro con la commissione urbanistica del Campidoglio. “Nel marzo dello scorso anno abbiamo inviato una mail con posta certificata alla commissione per chiedere di essere ricevuti così da esporre la nostra posizione e dibattere del caso ma ad oggi non siamo ancora stati convocati” ha spiegato a margine dell’incontro Mario Paglia, tra i responsabili dell’associazione che ha portato al tavolo anche la solidarietà di molti altri comitati e associazioni del VI Municipio. 

Qual è la soluzione che propongono i cittadini?

I cittadini non si sono fermati a dire l’ennesimo “no” ma hanno portato una soluzione: “Per noi la soluzione potrebbe essere la rigenerazione del territorio che ferma il consumo del suolo e riutilizza aree già predisposte alla costruzione – ha aggiunto Paglia – questo avvantaggerebbe sia i costruttori che hanno diritto a costruire, sia i cittadini che hanno dal canto loro il diritto a tutelare l’ambiente in cui vivono già vessati da numerose mancanze”. 

Il PD: "Tutto questo è inaccettabile"

“Un programma urbanistico esagerato e insostenibile, che l’amministrazione Raggi sembra accanita a voler portare a termine a tutti i costi, in barba alle già precarie condizioni di mobilità e servizi di quel quadrante della città – hanno dichiarato in una nota Marco Palumbo, presidente della commissione trasparenza e Mariano Angelucci – Comitati di quartiere e residenti hanno più volte chiesto di essere ricevuti dalla Commissione capitolina Urbanistica, ma a distanza di un anno, l’incontro non c’è stato. Tutto questo è inaccettabile per chi professa la linea della trasparenza e della partecipazione”. 
 

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