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"Rinunciate al progetto dell'ecodistretto a Rocca Cencia", la battaglia dei cittadini anche in Regione

Si mobilitano i residenti del quadrante Roma Est in vista della conferenza dei servizi indetta il prossimo 25 febbraio nei locali della Regione Lazio

C'è fermento in vista della conferenza dei servizi indetta per il giorno 25 febbraio, alle ore 10.30 presso i locali della Regione Lazio, in via del Tintoretto. I cittadini del quadrante di Roma Est, convolati nei 'Quartieri Riuniti in Evoluzione', Qre appunto, oltre a presenziare all'incontro ufficiale, saranno in strada a manifestare il proprio dissenso verso quella che appare come una vera a propria 'decisione presa dall'alto' in riferimento all'ecodistretto di Rocca Cencia. 

Continua, dunque, la battaglia del QRE che già a partire dall'anno 2014, attraverso manifestazioni, proteste e apparizioni televisive, ha manifestato la propria contrarietà alla realizzazione dell'ecodistretto presso lo stabilimento Ama di Rocca Cencia, registrando anche cifre da record, come la manifestazione avvenuta nel marzo dello scorso anno, durante la 'primavera di Rocca Cencia', il 21 marzo, appunto che ha visto la partecipazione di migliaia di persone

"Il nuovo impianto, destinato al trattamento della frazione umida per circa 50.000 tonnellate annue, è al centro di numerose proteste da parte dei residenti che, da anni lottano, per la riqualificazione del quadrante est capitolino", fanno sapere dal QRE. "L’attuale polo AMA, infatti che ospita, in pieno centro abitato, un TMB in grado di trattare 230.000 tonnellate di rifiuti l’anno e i 2 impianti privati di Manlio Cerroni e Gino Porcarelli, è da sempre oggetto di segnalazioni e proteste, ignorate dalle amministrazioni, a causa dei miasmi e dei malesseri accusati dai residenti", spiegano ancora dai quartieri riuniti in evoluzione.

Su quanto segnalato già fino ad ora, aggiungono: "Molte le criticità portate all’attenzione dei politici locali e regionali: i dati neri sulla salute, siamo il municipio con il più alto numero di morti per malattie tumorali insieme a Malagrotta - puntualizzano - i prospetti urbanistici con le zone di destinazione del Piano Regolatore, le carte geologiche con le zone di ricarica delle falde, i vincoli archeologici della vicina città di Gabii". 
In riferimento al lavoro regionale: "La Regione Lazio, invece esamina una valutazione di impatto ambientale per la realizzazione di un biodigestore a pochi metri dalle case, dalle scuole, nel quartiere più giovane di Roma". Intanto, puntano il dito: "Troppe le “distrazioni” e le inadempienze degli amministratori che, per 50 anni, hanno continuato a considerare il Municipio VI come la pattumiera della Capitale", riferendosi alle discariche abusive disseminate nei territori e mai bonificate.

Sull'impianto attuale di Rocca Cencia, spiegano: "L’impianto, che dovrebbe accogliere 800 t di rifiuti al giorni ne ospita circa 1500, circa il doppio della sua capacità - aggiungono - Gli stessi dipendenti denunciano condizioni di lavoro inaccettabili: pale meccaniche rotte, impianti di aerazione non funzionanti, impossibilità di svuotare le vasche, assenza di manutenzioni ordinaria e straordinaria".  

Il QRE pone l'accento sulle alternative: "A chi dice che i rifiuti da qualche parte si devono smaltire il QRE risponde che le alternative alle grandi impiantistiche esistono e si possono applicare con minore impatto per l’ambiente". 
Cosa manca. "Siamo convinti che manca la volontà politica e culturale per un vero cambiamento di rotta, manca una strategia seria dei costi e una programmazione di raccolta che coinvolga tutta la Capitale".
Pertanto, il QRE chiede: "La rinuncia al progetto e la dismissione del Polo AMA, assolutamente incompatibile con uno sviluppo sostenibile dei quartieri e crede nella raccolta differenziata spinta, nel principio di precauzione che porta a ridurre a monte la produzione di rifiuti, nel recupero vero di materia e nei piccoli impianti in grado di soddisfare le esigenze di una città grande come Roma che vuole essere città metropolitana".
Infine, il QRE "non accetta nessun compromesso sulla “pelle dei cittadini” e dichiara apertamente che il Polo AMA di Rocca Cencia non solo è dove non dovrebbe essere, ma non ha ragione di esistere così com’è".

COSA CHIEDE IL QRE - "Chiederemo che le relazioni dei tecnici siano messe agli atti di chi ha la responsabilità di decidere.
Andremo avanti, attraverso il Comitato di Raccolta fondi a Tutela della Salute e dell’Ambiente, per portare anche nelle aule giudiziarie le cause ambientali che attanagliano il nostro quadrante, rimaste inosservate per troppi anni, a causa di una gestione dei rifiuti “inadeguata” ai danni dell’ambiente e della salute pubblica".  

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