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Borghesiana, istituto comprensivo Marco Polo: "Operazione scuola pulita"

"Genitori, alunni e personale della scuola insieme per rendere la scuola più accogliente"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di RomaToday

Nell'ambito del progetto di istituto, inserito nel POF dell'a.s. 2015/16 e nel POF Triennale, denominato "La scuola è nostra", ed in concomitanza con l'iniziativa "Nontiscordardimè" promossa da Legambiente, nei giorni 12 e 13 marzo 2016 l'istituto comprensivo Marco Polo è stato interessato da un'ondata attiva di genitori ed alunni che, fermamente convinti della centralità della scuola e della necessità di una collaborazione partecipata di tutte le componenti nell'ambito
pubblico, si sono ritrovati nel cortile della scuola secondaria carichi di speranze, progetti e… materiali, per rendere i locali della scuola più belli e vivibili.

Il progetto è nato dalla spinta del Dirigente Scolastico e del collegio dei docenti, ed un folto gruppo di genitori ha raccolto la sfida e si è reso subito disponibile.
Sono intervenuti genitori di alunni iscritti all'I.C. Marco Polo, a prescindere dal plesso, ed hanno dato vita ad un cantiere vivo e attivo.

Il coinvolgimento è stato veramente grande: i collaboratori scolastici si sono offerti per l'apertura dei plessi e la vigilanza, molti docenti erano presenti per lavorare insieme con genitori ed alunni, genitori, nonni, ma anche amici sono venuti a dare una mano, con un senso di partecipazione e di appartenenza come non se ne vedevano da tempo.
Un gruppo di genitori molto attivo ha effettuato una "raccolta fondi" cui hanno aderito moltissimi commercianti della zona. E sabato mattina moltissimi papà hanno investito il loro tempo libero e le loro competenze per rendere la nostra scuola una scuola bella, in cui fa piacere entrare, ridipingendo tutte le aule, e riparando tutte le porte dei bagni. Inoltre, hanno ripulito tutti i giardini dei diversi plessi.
In queste attività, molta parte è stata data agli alunni stessi che, sotto l'attenta guida dei genitori, hanno pulito tutti i banchi, dipinto le pareti, preparato cartelloni, pulito i giardini dalle erbacce…
Si tratta di un caso importante di sussidiarietà, come è anche dimostrato dalla presenza, accanto alla necessaria iniziativa propositiva dei cittadini per la cura di interessi generali, del'elemento della "responsabilità" degli stessi di fronte a problemi di natura comune. I genitori, infatti, sono parte attiva della scuola e si sentono responsabili, appunto, del funzionamento delle attività e della cura dell'edificio scolastico. Essi sono cittadini attivi e "danno risposte" sociali.
Si tratta di un esempio straordinario di buone pratiche tra cittadini ed istituzioni ed di un caso di sussidiarietà che vede coinvolti molti soggetti diversi eppure perfettamente integrati nella cura dei beni comuni. Esso è, inoltre, altamente replicabile Una scuola partecipata, dunque, un progetto che prende avvio oggi per riformare il modello di scuola, ridiscuterne il ruolo, anche alla luce dei cambiamenti sociali, superando l'idea di luogo di istruzione e basta e rispondendo così alla mancanza di spazi di incontro, confronto e socialità di cui oggi soprattutto le grandi città soffrono.

Il Dirigente Scolastico, Anna Martin, dice: "E' importante prendersi cura dei luoghi in cui si vive, perché dalla qualità dei beni comuni materiali e immateriali dipende la qualità della vita. Il tutto con l'obiettivo che il messaggio venga trasmesso ad altri adulti, ma, cosa ancora più importante, ai nostri bambini, ai nostri ragazzi. Mostriamogli insieme che "insieme" una Comunità può costruire un futuro migliore, con la Scuola al centro di questo progetto.
Questo è solo il primo passo di una collaborazione che permetterà finalmente di avere la scuola al centro del nostro quartiere, con incontri e attività che rendano la scuola un luogo aperto, integrato nel territorio, "piazza del quartiere" e spazio qualificato di confronto e riflessione."

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