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Rocca Cencia. Ziantoni: “Impianto a norma? Ci sono le indagini e i pareri negativi di Arpa”

Il parere negativo di Arpa e le anomalie nella qualità del prodotto che ritengono l'impianto "non classificabile in nessuna delle migliori tecnologie disponibili"

Immagine di archivio

Le dichiarazioni pubbliche di AMA, in risposta alla Procura della Repubblica, non cambiano la sostanza dei fatti”. A parlare è Katia Ziantoni, assessora all’ambiente del municipio VI, a seguito delle dichiarazioni di Ama pubblicate di recente riguardo gli impianti per il trattamento dei rifiuti a Rocca Cencia. QUI LA NOTIZIA

Un attacco diretto quello dell’assessorato all’ambiente in risposta ad Ama che in questo periodo sta approntando interventi di manutenzione presso gli stabilimenti di Rocca e che ha garantito il pieno funzionamento degli impianti già dal prossimo gennaio. “Nel corso della conferenza dei servizi, convocata presso la Regione Lazio per il riesame dell’AIA (autorizzazione integrata ambientale) sul TMB di Rocca Cencia, le osservazioni prodotte dal Municipio, già dal 2018, avevano sottoposto, all’attenzione dell’”area ciclo rifiuti” e della Procura, un impianto gestito in modalità discarica dove le cd “modifiche non sostanziali”, intervenute negli anni, hanno aumentato vertiginosamente il carico dei rifiuti all’interno del sito. Una situazione tale da creare “commistione tra trasferenza e trattamento” che rappresenta una delle principali cause degli odori molesti avvertiti dai cittadini” ha aggiunto Ziantoni. 

“Abbiamo dimostrato che i miasmi raggiungono quartieri a chilometri di distanza”

“In tema di odori e di inquinamento abbiamo dimostrato come i miasmi, “falsamente circoscritti da ama” all’area dell’impianto, arrivino a km di distanza raggiungendo i quartieri di Colle del Sole, Ponte di Nona, Prato Fiorito, Colle Monfortani, Colle Prenestino, Villaggio Prenestino, Castelverde, Finocchio, Tor Bella Monaca, fino a toccare il confine con i Castelli. Parliamo di quasi tutto il versante, vittima di odori nauseabondi e del traffico insostenibile dei mezzi pesanti in ingresso e in uscita dal polo industriale”. 

Poi un passo indietro fino al 1999: “Questo ed altri aspetti ci riportano alla valutazione ambientale del 1999 che ha preceduto l’autorizzazione. Una valutazione, addirittura precedente all’approvazione del PRG, che riteniamo “non conforme” poiché l’impianto non rispetta le misure minime stabilite nel piano regionale dei rifiuti, ricade in una zona di protezione degli impianti di captazione dell’acqua potabile e, in parte, all’interno di vincoli di cui non si ha traccia nei pareri. Il numero, infine dei mezzi pesanti, anche dal punto di vista delle polveri sottili, certificano una condizione di insostenibilità del traffico veicolare, contraria al cd “principio di fluidificazione”.

Il parere negativo di Arpa e le anomalie nella qualità del prodotto

Nello specifico, Ziantoni ha presentato le anomalie contestate da Arpa: “che certifica un impianto “non classificabile in nessuna delle migliori tecnologie disponibili”. Nello stesso parere negativo si leggono anomalie nella qualità del prodotto in uscita (i cd cidici CER), alterazioni degli indici respirometrici, nonché un superamento dei valori limite rispetto alla concentrazione di alcuni parametri nei prelievi delle acque sotterranee. In altre parole – ha proseguito - l’impianto non fa quello per cui è stato pensato e i prodotti in uscita presentano un elevato indice di putrescibilita’ che è la fonte del puzzo avvertito a km di distanza dal sito. Nel primo incontro con l’amministratore unico di AMA abbiamo ribadito e ricordato gli indirizzi politici per cui tutta la trasferenza deve essere eliminata entro dicembre per poi togliere il trattamento dell’indifferenziato”.

Cosa ha fatto il Municipio fino ad ora?

Dalla richiesta di chiusura immediata paventata nel 2016 ai “passi” necessari per far sì che questo avvenga: “Tre sono le strade possibili e noi, come Municipio, le abbiamo percorse tutte: la revoca dell’AIA da parte della Regione Lazio, visti i pareri negativi acquisiti in conferenza dei servizi, il nuovo piano industriale di AMA basato sugli impianti di riciclo e un accordo Comune-Regione per il trattamento dell’indifferenziato (visto che gli impianti esistenti sembrerebbero sufficienti a gestire la produzione dei rifiuti anche senza Rocca Cencia), l’intervento della Procura della Repubblica” ha aggiunto per concludere. Infine: “Ricordiamo, infatti che i dati del DEP Lazio pongono il Municipio VI al primo posto per mortalità da tumore. Nessuna esigenza economica o opportunità industriale deve prevalere sul benessere e sulla tutela di diritti fondamentali rimasti ignorati per anni”. 
 

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