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Municipio VI: allarme discarica a Corcolle. Dal Municipio: "Non è un sito individuato dal Comune"

L'ex cava di via Zagarolese è di proprietà privata, è lo stesso privato ad aver fatto richiesta al Comune per discarica e trattamento di rifiuti inerti (calcinacci)

Una conferenza di servizi calendarizzata per il prossimo 6 giugno sul rinnovo delle autorizzazioni alla società GM Pozzolana ha messo in allarme il quadrante est della città. Da Corcolle a Tor Bella Monaca, lo spauracchio di una nuova discarica in uno dei territori più ai margini di Roma, è tornato puntuale. Ad alimentare le paure di residenti e associazioni anche l’emergenza rifiuti che da mesi attanaglia la città e che proprio in queste ore vede il Campidoglio impegnato per l’individuazione di aree di trasbordo rifiuti. 

La convocazione per la conferenza dei servizi il 6 giugno

La convocazione, emessa dal Dipartimento Ambiente del Campidoglio, che Roma Today ha potuto leggere, risale allo scorso mese di aprile (data di protocollo 29 aprile) e riguarda il rinnovo di autorizzazioni alla società GM Pozzolana, situata in via Zagarolese, per svolgere attività di recupero e riciclaggio di rifiuti da costruzione e demolizione: calcinacci o materiali edili di risulta che rientrano nella categoria dei rifiuti inerti. Nella nota viene precisato che “la discarica per rifiuti inerti non è stata oggetto di presa d’atto di collaudo e, pertanto, mai stata messa in esercizio”. 

Lo spauracchio di una nuova discarica 

“È incredibile che ci provino ancora – ha commentato Andrea De Carolis del comitato spontaneo Cittadini via Polense – a creare una discarica a due passi da Villa Adriana, patrimonio Unesco, il cui vincolo è stato anche rafforzato, dopo le numerose battaglie portate avanti dai cittadini in tutti questi anni? Come dei fritti avariati si ripresentano gli stessi problemi. Roma Capitale prenda consapevolezza di quello che sta accadendo nei suoi uffici ed esprima il suo indirizzo politico senza nascondersi dietro responsabilità altrui”. A parlare di discarica è anche Fabrizio Compagnone, capogruppo del PD al Sesto: “Ricordiamo che già nel 2012 il tentativo scellerato di trasformare quelle “cave” in una discarica in seguito all'emergenza rifiuti per la chiusura di Malagrotta, fu bocciato e il Prefetto, commissario per l'emergenza rifiuti, fu giustamente costretto a dimettersi – poi rilancia - Il gruppo PD del Municipio sta preparando tutte le azioni necessarie per fermare questo scempio iniziando col chiedere l’accesso generalizzato a tutti gli atti della Conferenza per dar modo di proporre le osservazioni e le opposizioni necessarie sollecitando gli enti preposti a riproporre le argomentazioni negative che nelle “precedenti puntate” erano già state espresse”. 

Facciamo chiarezza. 

Su via Zagarolese, nel cuore dell’agro romano, insistono due cave. Una di queste è attualmente in funzione ed è nata, su autorizzazione della Regione Lazio, per smaltire le lavorazioni della linea B1, tuttavia a seguito di varianti ha accolto anche altro genere di rifiuti. Adiacente a questa, è collocata una seconda cava, autorizzata nel 2009, come discarica e impianto di trattamento dei rifiuti inerti. “Nel 2012, con decreto commissariale, la cava è stata acquisita dal Comune di Roma per ricevere i rifiuti indifferenziati e far fronte all’emergenza – ha spiegato Katia Ziantoni, assessora all’ambiente del VI Municipio – ma i pareri negativi pervenuti e i movimenti di cittadini e associazioni hanno fermato la proposta”. 

Via Zagarolese: non è un’area individuata dal Comune come sito per discarica 

È necessario puntualizzare come la ex cava non sia un’area individuata dal Comune di Roma, ne’ per la trasferenza o trasbordo, ne per una nuova discarica di rifiuti indifferenziati: “In questo caso il privato, che è rientrato in possesso delle aree, ha riproposto il progetto della discarica e dell’impianto per il trattamento di inerti, già autorizzati nel 2009. Per questo è stata indetta una nuova conferenza dei servizi a cui parteciperemo come ente interessato. Ha puntualizzato: “ In assenza di una pianificazione regionale, vale il piano regolatore a cui dovranno aggiungersi i pareri tecnici di tutti gli enti preposti, compreso quello paesaggistico rilasciato dalla Regione Lazio. Concludo dicendo che l’attività del Comune di Roma si sta concentrando per individuare nuove aree di trasbordo su tutta Roma per migliorare i servizi e sgravare territori martoriati come la Valle Galeria e Rocca Cencia”. 
 

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