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Colle del Sole, dopo il sit in nuove proteste. I cittadini: “Dai camion fuoriesce percolato”

I cittadini studiano altre proteste perché: "L'attenzione sui nostri disagi deve essere altissima"

Un sit in organizzato in poco più di due giorni per canalizzare la rabbia e la disperazione che, forse, un primo risultato lo ha raggiunto. Gli abitanti di Colle del Sole, quartiere collocato nei pressi di Rocca Cencia, proprio tra gli stabilimenti Ama e la discarica di via Sant’Alessio in Aspromonte, si sono dati appuntamento lo scorso sabato mattina nei pressi del piazzale Ama per avviare una serie di proteste e all’incontro ha partecipato anche l’assessora all’ambiente Katia Ziantoni. 

I cittadini: “Dai camion fuoriesce percolato, rifiuti stoccati anche nel piazzale”

“Durante il sit in non abbiamo potuto fare a meno di notare come dai camion in ingresso agli stabilimenti cadesse percolato, un odore nauseabondo incredibile oltre quello già proveniente dagli stabilimenti – hanno spiegato a Roma Today i cittadini intervenuti che hanno precisato – Ormai il sito è talmente saturo che i rifiuti vengono stoccati anche nel piazzale”. Increduli, arrabbiati e disgustati per quanto sono costretti a subire i residenti di Colle del Sole che paga lo scotto di una vicinanza notevole agli impianti di trattamento. Nei giorni scorsi ai nostri taccuini denunciavano: “La notte non riusciamo a dormire, viviamo reclusi in casa”. 

Dalla trasferenza alle proteste legittime: il punto dell’Assessora Ziantoni

All’incontro anche l’assessora Ziantoni che a margine dell’evento ha commentato: “Dopo l’invito ho sentito il capogruppo in comune Pacetti per fissare subito un incontro, neppure io che vivo a Colle del Sole riesco a dormire di notte e tutti gli episodi denunciati sono stati sempre puntualmente segnalati alla ASL, ad ARPA Lazio e alla Procura della Repubblica che sta seguendo anche le indagini sul corretto funzionamento del Tmb. Ha aggiunto: “I cittadini subiscono un disagio senza poter scegliere testimoniato esclusivamente dal Municipio VI e che necessita di un’assunzione di responsabilità da parte del Comune di Roma e della Regione Lazio. Rocca Cencia è nata sulla base di decreti commissariali e, nel corso degli anni, ha visto aumentare in maniera esponenziale il carico dei rifiuti, in assenza di pianificazione regionale e di un piano industriale serio da parte di AMA”.

Quali sono dunque i passi messi in atto dalle Torri?

“Il Municipio VI ha ottenuto, anche se con qualche mese di ritardo, che la trasferenza sia sostituita, nel giro di 6 mesi, da siti di trasbordo distribuiti su tutta Roma. Abbiamo votato gli indirizzi al nuovo piano industriale AMA all’interno del quale si chiede di prevedere la chiusura del TMB e il mantenimento della sola linea di selezione del multimateriale”. Tra le proposte: “Noi crediamo che Roma debba dotarsi di impianti sostenibili che consentano di valorizzare la raccolta differenziata. L’assenza di programmazione e di scelte politiche ha portato, nel passato, alla nomina di commissari sui rifiuti. Per questa ragione non ci siamo limitati a votare la chiusura del TMB, abbiamo deliberato una proposta alternativa sul futuro del sito. La sua attuazione sta nelle mani del Sindaco e della Regione Lazio”. 

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Inevitabile poi il paragone con l’altro TMB della città: “La chiusura del TMB Salario viene spesso citata come una vittoria o un risultato, io la reputo una sconfitta. Un incendio, probabilmente doloso, ha distrutto un sito che, come Rocca Cencia, era stato dichiarato obsoleto e ridotto a discarica. La Regione Lazio tuttavia non è mai intervenuta a revocare l’AIA – ha concluso -  Noi lo abbiamo chiesto a chiare lettere e abbiamo presentato osservazioni e pareri indirizzati anche alla Procura della Repubblica che attendono una risposta. Contestualmente abbiamo chiesto al Sindaco di rispettare gli impegni assunti in campagna elettorale prevedendo il superamento dell’attuale impiantistica.

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