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Incendio Tmb Salario, sale la paura a Rocca Cencia: "Pronti a sorvegliare l’impianto"

A Rocca Cencia parte dei rifiuti non smaltiti dal Salario? Tra i residenti l'allarme aumenta. Il via vai dei camion intanto, stando alle testimonianze e ai video, sembra già aumentato

 

Basta restare fermi pochi minuti di fronte all’impianto Ama di Rocca Cencia per vedere un via vai continuo di mezzi. Non solo quelli della municipalizzata comunale, ma anche i tir che prendono e portano altrove i rifiuti trattati dal Tmb. File di mezzi che raccontano la mole di lavoro che l’impianto, alla periferia est della città, già svolge da tempo. Non solo nel Tmb dell’Ama, ma anche all’impianto privato a pochissima distanza da qui che tratta i rifiuti dei comuni della provincia romana.

Quanto accaduto al Salario, l’incendio con la conseguente nube tossica che ha raggiunto addirittura il centro città, non può certo lasciare indifferenti da queste parti. Soprattutto dopo che la relazione di Arpa Lazio, (depositata durante la conferenza dei servizi dello scorso novembre i cui si sta discutendo un’ulteriore autorizzazione all’impianto) ha stabilito nero su bianco quanto Rocca Cencia, come il Tmb Salario, sia un impianto mal funzionante e da superare. “Le criticità sollevata da Arpa sono sia ambientali che gestionali - spiega l’assessora all’Ambiente del VI municipio, Katia Ziantoni -. Nel sito infatti oltre al Tmb ci sono officine, deposito mezzi, trasferenza. Ingenerando ritardi nella raccolta stessa e disservizi continui che si ripercuotono negativamente anche sulla raccolta differenziata. Il Tmb di Rocca Cencia non potrebbe accogliere un quantitativo maggiore di  rifiuti da trattare perché è autorizzata a trattare 750 tonnellate al giorno - continua Ziantoni -, per trattarne di più avrebbe bisogno di altra autorizzazione e con i pareri negativi, di Arpa in primis, la vedo davvero dura”. E mentre i comitati dei cittadini “promettono di tenere massima attenzione ai movimenti intorno all’impianto”, come dimostra anche il video girato stamattina da membri del Qre (quartieri riuniti in evoluzione), Ziantoni manda un messaggio chiaro anche a Massimiliano Valeriani, assessore regionale e membro della cabina di regia che insieme a Comune e ministero all’Ambiente sta affrontando le criticità del “post-Salario”: “Questo Municipio grazie alle emergenze passate accoglie non solo buona parte dei rifiuti di Roma, ma anche quelli di 50 comuni del Lazio negli impianti privati autorizzati dalla Regione”. “Valeriani - continua l’assessra municipale - si ricordi che la salute dei cittadini non ha colore politico e che i diritti degli abitanti del III sono gli stessi per quelli del VI”.

“Appena abbiamo saputo quanto accaduto al Salario, la chat che abbiamo in comune con i comitati di zona non ha smesso di squillare - racconta Marco Manna del Comitato Periferie Roma Est - è una tragedia annunciata, quanto accaduto deve far comprendere ancora di più che questo genere di impianti non possono esistere vicino alle abitazioni. Sosteniamo e siamo vicini a chi vive vicino all'impianto del Salario, noi già conviviamo con gli effetti di Rocca Cencia, non possiamo accettare che vengano portati qui altri rifiuti. Siamo pronti alle barricate, fino a quando il Tmb non verrà chiuso”. “Quanto accaduto a Salario è un motivo in più per accelerare sui cambiamenti strutturali che abbiamo chiesto e di cui Roma ha bisogno per dare un servizio decente alla città e restituire dignità a questo territorio” - conclude Ziantoni ricordando la proposta di tendere il tmb un centro per il riciclo. In linea con quanto annunciato dalla stessa Virginia Raggi. Che tutto questo, però, sia davvero fattibile ad oggi è difficile dirlo. Bisogna prima affrontare e supera l’emergenza rifiuti.

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