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INTERVISTA | "Fermiamo la caccia al nero, ma così l'accoglienza non funziona"

A colloquio con il minisindaco Marco Scipioni. "Stop agli arrivi indiscriminati, ma non vengano a dirci che il nostro è un Municipio razzista". La rivolta di Corcolle? "Era nell'aria già da tempo"

scipioni-3-2-2-2"Stop agli arrivi indiscriminati e alle decisioni calate dall'alto, ma non vengano a dirci che il nostro è un Municipio razzista". Marco Scipioni, minisindaco delle Torri, non ci sta a cadere nel tranello della strumentalizzazione, ma rivendica il diritto di "non accettare passivamente" le decisioni di Comune e Prefettura. 

Torniamo ai fatti di Corcolle. Cos’è successo davvero domenica? 

C’è stata una protesta forte, ma non condivisa da tutti. I violenti erano in pochi, ho visto personalmente molti manifestanti dissociarsi e isolare i facinorosi. Ma c’è un’azione giudiziaria in corso e preferisco non aggiungere altro. Però è anche vero che quello che è successo era nell’aria da tempo. 

Si riferisce all’eccessiva concentrazione di centri di accoglienza nei quartieri delle Torri?

Sono mesi che denuncio questa situazione che peraltro ho ereditato dalla giunta precedente. È evidente che c’è qualcosa che non va, non possiamo farci carico di tutti i rifugiati che arrivano nella Capitale. La solidarietà va fatta tutti assieme, coinvolgendo le amministrazioni del territorio. E tutti i Municipi devono fare la loro parte.  

Qual è la situazione oggi a Corcolle?

Circa un terzo dei rifugiati è stato trasferito in altri centri di accoglienza. Il clima è migliorato, ma va trovata una soluzione, anche se non è semplice. Sono uomini, non possiamo buttarli per strada. 

Cos’è che non funziona nella gestione dei richiedenti asilo?

Lo smistamento avviene attraverso bandi pubblici disposti dalla Prefettura. Evidentemente gli enti che inoltrano domanda preferiscono affitare uno stabile in periferia piuttosto che nei quartieri centrali. Ma il tema è proprio questo: non può funzionare così. 

Su questo punto ha già polemizzato con l’Assessore Cutini...

Forse è eccessivo parlare di polemica. Ma ribadisco che non ci viene comunicato neppure l’arrivo di nuovi rifugiati sul nostro territorio. Non mi pare una cosa corretta. A volte non vengono avvisate neanche le forze di Polizia.  

Migranti a parte, non pensa che Marino stia facendo troppo poco per le periferie? 

Io non mi sento abbandonato dal Campidoglio, questo Municipio è stato abbandonato negli anni precedenti e adesso reclama i suoi diritti. Noi abbiamo trovato un territorio già sofferente e stiamo lavorando per cambiare la situazione. Sono sei anni che a Corcolle non si fa nulla. Noi riasfalteremo le strade e costruiremo una caserma dei carabinieri e una scuola. Le pare poco?

Secondo lei esiste il pericolo concreto di una deriva xenofoba nelle periferie romane? 

Non mi piace fare sociologia, ma ribadisco quello che ho detto prima. Il nostro non è un Municipio razzista, abbiamo 44 etnie e più rifugiati di tutti gli altri Municipi della Capitale. Dobbiamo fermare questa caccia al nero, ma non possiamo neppure accettare passivamente arrivi indiscriminati. Paghiamo il prezzo di un problema enorme, di dimensioni sovranazionali. Certo mare nostrum è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso.

Cosa può fare il Comune per scongiurare altri episodi come quello di domenica?

Chiedere a tutti i Municipi di fare la loro parte nell’accoglienza. Ma bisogna porre anche un limite ai rifugiati da ospitare nella Capitale.

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