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Cdq Colle Abeti-Roma Est: “Roma Capitale dà buca ai cittadini”

Una lunga lettera di Carmine D’Anzica enuncia l’enorme amarezza dei cittadini per la mancata presenza del Comune di Roma all’incontro previsto lo scorso martedì per discutere dei Piani di Zona: “Visti solo come voti”

Municipio VIII Roma delle Torri

Una lettera amara. Una spiegazione accurata dello stato d’animo dei cittadini all’indomani dell'ingiustificata assenza del Comune di Roma nell’incontro previsto lo scorso 18 ottobre in Municipio VIII per discutere dell’aumento delle cubature dei Piani di Zona del territorio. A scriverla Carmine D’Anzica, presente in rappresentanza del Comitato di Quartiere Colle degli Abeti - Roma Est alla ‘Buca data ai cittadini’. “Ancora una volta - spiega D’Anzica - abbiamo avuto la dimostrazione della considerazione e del rispetto che ROMA CAPITALE ha dei propri cittadini. L’assemblea pubblica per discutere insieme ai cittadini del previsto aumento di cubature indetto il 18 ottobre alle 17 (http://www.urbanistica.comune.roma.it/avvisi-bandi/672-avviso-pdz-calendarioincontri.html) a cui dovevano partecipare tra gli altri gli assessori Ghera e Corsini, non si è tenuta. Diversi cittadini dei piani di zona Castelverde b4, Lunghezza C2, Ponte di nona e di altri dell’VIII Municipio, alcuni facendo degli enormi sacrifici (assenze al lavoro, routine familiari forzate, eccetera) si sono presentati alla data e al luogo previsto, ma,una volta convenuti all’incontro, ahimè hanno scoperto che, senza avvisare nessuno, tale riunione era stata rimandata a data da destinarsi. Non un avviso, non una parola di scuse, non un incontro sostitutivo a questo in cui erano invitati i cittadini di ben 5 piani di zona. Assenti! Semplicemente e tristemente assenti!”.
 
VOTI NON PERSONE:La versione ufficiale (dataci dal consigliere Grasso) recita che per un errore non è stata prenotata la sala del consiglio, che guarda caso oggi era occupata dal consiglio municipale e quindi non è stato possibile effettuare l’incontro. Noi c’eravamo! Noi cittadini dell’VIII municipio ancora crediamo nel futuro dei nostri quartieri, Roma Capitale assente ci crede? Nessuno si è premurato di parlarci, di spiegarci o di scusarsi, i cittadini si sono sentiti trattati come degli inutili personaggi con il numeretto del voto stampato addosso. Ma probabilmente non siamo neppure più un voto visto che state buttando in questo municipio  tutta l’immondizia possibile! Forse avete deciso che non vale la pena investire nell’VIII Municipio? Cittadini di serie B destinati a retrocedere!”.
 
MANCANZA DI RISPETTO:In questo modo - prosegue il rappresentante del Cdq - non solo si dimostra poco rispetto delle persone e si perdono voti ma si uccide pure la partecipazione popolare e la fiducia della gente nell’amministrazione pubblica. In che modo si crede di dare l’esempio e ci si aspetta che la gente poi partecipi alla vita pubblica? Tali atteggiamenti fanno capire quanto si creda nell’efficacia delle modalità partecipative e le si svaluta. Non bisogna lamentarsi  se poi i cittadini considerino anche altre modalità di richiedere e lottare per i propri diritti. Questa non mi sembra la risposta più appropriata alle recenti modalità adottate dai gruppi violenti. Questa è la dimostrazione e l’insegnamento che date ai giovani chiamati a scegliere i propri modelli di riferimento? Chi era presente ha avuto la netta sensazione che poco importa se c’erano i cittadini di 5 piani di zona dell’VIII municipio, poco importa se tale incontro era annunciato sul sito del comune di Roma oltre che sul sito del Municipio e poco importa se c’erano decine di cittadini ad aspettarvi, ci si è arrogati il diritto di fare come si vuole. E se questo lo si fa in un assemblea indetta pubblicamente viene da chiedersi quanto importa delle questioni dei nostri quartieri”.

CORSI E RICORSI:Anni fa gli antichi romani dicevano: “verba volant, scripta manent”…oggi 2000 anni dopo siamo diventati dei barbari in cui nemmeno le cose scritte hanno più valore. E questo è tanto più preoccupante quando sono disattese le promesse si riferiscono ai nostri territori. In questo modo - prosegue Carmine D’Anzica - si rende difficile il lavoro dei comitati che provano a mediare tra la rabbia dei cittadini e il “lavoro” o meglio operato delle istituzioni. In questo modo si perdono gli ultimi barlumi di possibilità di fiducia se non nelle capacità degli amministratori almeno nella loro buona fede. Purtroppo nei nostri territori vi era rimasta giusto quella: la speranza nella buona fede di aiutarci a creare i quartieri che ci spettano, e a ridarci la dignità di cittadini di Roma. Ma quando si arriva al punto di avere l’arroganza di dare buca ai cittadini, senza un avviso, senza scusarsi, allora non ci sono più giustificazioni”.
 
CITTADINI PRESENTI:Il comitato “Colle degli Abeti Roma est” c’era, il comitato “Case Popolari Colle degli Abeti” c’era, il comitato dei cittadini c’era, Lunghezzina c’era. Voi no! E permettetemi ma è difficile credere alla versione ufficiale dell’equivoco nel prenotare l’aula delle assemblee. Le date erano pubblicate un mese fa sul sito del comune di Roma, del Municipio VIII e sui nostri siti. Questa scusa è solo ridicola, qualora ci fosse stato davvero questo equivoco, era così difficile trovare una sistemazione alternativa? E se era così difficile, come mai lo era? A chi conveniva che l’incontro di oggi non ci fosse? Preferiamo non dare risposte ma a questo punto si debbono accettare anche le conseguenze. Oggi è ancora più difficile difendervi dalle fantasie che la gente fa su di voi. L’amministrazione è impalpabile, lontana dai cittadini e si sta scavando un fosso intorno che nemmeno l’appoggio della gente che ancora credeva nella vostra buona fede facilmente può colmare”.
 
NO CUBAURE:Tutta questa storia - conclude D’Anzica nella sua lunga lettera - rischia di essere l’ennesima dimostrazione della leggerezza con cui si prendono gli impegni verso i cittadini, di cui si è formalmente dipendenti. Se io facessi una cosa del genere nel mio lavoro sarei passibile di licenziamento. Oggi l’amministrazione corre il rischio di essere licenziata, dai comitati e dai cittadini. Con che ragione ci si presenterà di nuovo ai cittadini proponendo un aumento di cubature con la previsione che queste porteranno i servizi che da anni mancano? Se manca il rispetto della presenze alle assemblee e il rispetto verso i cittadini, allora per quale ragione i cittadini dovrebbero credere che saranno rispettati i patti con i cittadini per l’aumento di cubature? Noi eravamo presenti oggi e abbiamo detto “No all’aumento di cubature” che nei piani di zona C2 Lunghezza e B4 Castelverde metterebbe in croce altre 1500 persone dopo aver rovinato la vita alle previste 11.000 che ancora aspettano una urbanizzazione e servizi degli almeno del 3° mondo. Ora  venite a cercare i cittadini e provate a convincerli!”.

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