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Discarica Corcolle: l’Autorità di Bacino ribadisce il ‘no’

Il coordinamento Salviamo Villa Adriana, Italia Nostra e il Comitato Uniti contro le Discariche sottolineano l'ennesimo parere negativo inviato al Prefetto: "Scelta scandalosa"

L'Autorità di Bacino, con una recente missiva al Prefetto, non solo ribadisce il parere negativo su Corcolle perché il progetto 'non contiene una adeguata valutazione dei rischi di impatto sulle acque superficiali e sotterranee' ma evidenzia al Commissario quei riferimenti di legge nazionali (di recepimento di direttive comunitarie) che non sono comunque derogabili". Lo dichiarano il coordinatore del movimento Salviamo Villa Adriana Urbano Barberini, il presidente di Italia Nostra Roma Carlo Ripa di Meana e Gianni Innocenti del Comitato Uniti contro discariche.

SCELTA SCANDALOSA - "Non solo - proseguono - l'Autorità di Bacino, presieduta dal ministero dell'Ambiente, ricorda al Prefetto che, nel tentativo di coadiuvarlo, ha indicato siti alternativi idonei per i quali non servirebbe il ricorso a poteri di deroga. Dopo un anno di lavoro - commentano - è scandaloso osservare che sia stato scelto il sito con il maggior numero di vincoli e che ancora oggi il commissario consideri idoneo l'unico sito che non offre certezze in merito alla possibilità di superarli come ribadito dall'Autorità di Bacino e dal Minambiente. Il Prefetto non può violentare la legge a colpi di deroghe e non può pretendere dal Presidente del Consiglio deroghe infinite pur di fare la discarica a Corcolle". (Fonte Ansa)

VINCOLI - Barberini, Ripa di Meana e Innocenti che fanno una sorta di cronistoria della vicenda sottolineando ancora una volta come si sia intrapresa una strada sbagliata dal principio: "Si è deciso di risolvere il problema dell’emergenza partendo dal sito con il maggior numero di vincoli, a colpi di deroghe, contro il parere formale di tutte le Autorità competenti, causando un conflitto Istituzionale ed anche un grave danno all’immagine internazionale del nostro Paese. Il Prefetto abbia il coraggio di ammettere al Presidente del Consiglio Monti ed all’opinione pubblica che il risultato del suo lavoro ha portato alla scelta di un sito inidoneo con una volumetria disponibile di solo 800.000 metri cubi , contro i 3 milioni di fabbisogno della Capitale. La scelta di Corcolle è l’ammissione della volontà di mantenere Roma in un perenne stato di emergenza. Roma non deve diventare Napoli e Corcolle non deve diventare Chiaiano. Nel rispetto del principio di precauzione - conclude la nota congiunta - il Prefetto deve smentire formalmente e scientificamente la denuncia delle Autorità competenti in riferimento non al livello della falda (documentato da abbondanti studi) ma al rischio di inquinamento delle acque idropotabili in considerazione del fatto che il quadrante est di Roma è l’unico che, ancora oggi (come 2000 anni fa), serve la Capitale d’Italia (basta guardare la Fontana di Trevi e chiedersi da dove arriva quell’acqua)".
 

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