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Incontro PdZ, Cdq ColleAbeti: “Viva il mattone, abbasso le periferie!”

Il resoconto sconsolato di Federico Verdicchio dopo la partecipazione all'incontro di mercoledì sull'aumento delle cubature dei Piani di Zona in VIII Municipio: "Braccia alzate e sorrisini"

Municipio Roma VIII delle Torri

Un resoconto amaro. Dopo essere stati partecipi della ‘buca’ dello scorso mese di ottobre ed aver annunciato di voler dire la loro in quello dello scorso mercoledì, i colleabetini tornano sconsolati dall’incontro con gli amministratori comunali che hanno presentato mercoledì al Municipio delle Torri il progetto di Roma Capitale per l’aumento delle cubature nei Piani di Zona 20 Ponte di Nona, B5 Rocca Fiorita, C2 Lunghezza, B4 Castelverde, C25 Borghesiana-Pantano, Pdz Castelverde b4 e il PdZ Lunghezza C2. A descrivere il racconto dal proprio punto di vista il presidente del Comitato di quartiere Colle degli Abeti - Roma Est Federico Verdicchio: “Il tutto si è svolto in un'aula praticamente deserta visto che il processo partecipativo non è stato praticamente pubblicizzato dagli organizzatori e, forse e non a torto, perchè tali iniziative per come sono concepite si dimostrano totalmente inutili poichè i cittadini al massimo possono ‘sfogarsi’ ma non incidere su decisioni che sono già state prese in altre sedi”.

EMERGENZA ABITATIVA: Presidente del Comitato di quartiere che spiega le motivazioni degli amministratori in relazione all’aumento delle cubature: “Come al solito il volano di tutto è una emergenza, questa volta abitativa, a cui si risponde, come al solito, costruendo altre case, nonostante la marea di invenduto e di case sfitte che caratterizzano non solo i nuovi quartieri del Municipio VIII ma un pò tutta Roma. Lo zucchero dovrebbe essere rappresentato dagli oneri che i nuovi costruttori verserebbero per le opere di urbanizzazione, bazzecole rispetto al fabbisogno di servizi previsti e non realizzati in quasi tutti i Piani di Zona. Dopo la presentazione la parola è stata data ai pochi cittadini presenti tra cui il sottoscritto, intervenuto subito dopo Daniele Grasso ed i un giovane colleabetino che ha fatto giustamente presente la bassa qualità della vita di chi ha scelto di comprare casa dalle nostre parti”.

FAMIGLIA E PERIFERIE: Un racconto dettagliato nel quale Federico Verdicchio prova a descrivere lo stato d’animo che ha accompagnato il suo intervento: “In qualità di presidente del locale comitato di quartiere ho fatto presente l'abbondanza di verbi al condizionale ogni volta che si parlava di infrastrutture, strade, fermate ferroviarie, servizi per le persone e per famiglie. Ho fatto presente che i nostri piani di zona non sono ‘vecchi’ e ‘abbondantemente urbanizzati’ come asserito negli interventi delle istituzioni, ma ‘giovani’ e privi di tutto o quasi.  Ho fatto presente che mettere a Colle degli Abeti ed in particolare nel PdZ B4 Castelverde altre 1400 persone significa condannarle al disagio ed al degrado come le altre migliaia di persone che ci vivono o che vorrebbero riuscire a viverci. Ho fatto presente che prima di qualsiasi nuovo intervento bisogna ultimare le cose mancanti, completare l'esproprio che impedisce una vita normale a 36 famiglie, completare le fogne per permettere ad altre centinaia di famiglie di rogitare o di poter allacciare l'acqua, illuminare le strade che non lo sono, eliminare il degrado laddove c'è, pensare alle tantissime giovani famiglie ed ai numerosissimi bambini che non hanno un posto in cui giocare. Ho fatto presente che le parole ‘famiglia’ e ‘periferia’ ricorrono spesso nei discorsi della politica e molto ma molto meno nelle azioni che essa mette in atto. Ho fatto presente che in generale, ma soprattutto nei piani di zona, il Comune di Roma non tutela gli interessi dei cittadini non utilizzando tutti gli strumenti anche simbolici che avrebbe per contrastare i poteri forti, per esempio quello di colpire nel portafoglio i costruttori che non versano gli oneri di urbanizzazione”.

SOSPIRI E SORRISINI: Una lettera aperta che il presidente del Comitato di quartiere Colle degli Abeti - Roma Est termina amaramente, descrivendo la reazione degli amministratori: “Ho fatto presente queste e molte altre delle ragioni che ci portano a non accettare questo Piano casa del Comune nelle condizioni attuali dei nostri quartieri ma mentre parlavo col trasporto di chi vive il disagio suo e dei suoi concittadini ho notato molte aperture di braccia, sospiri e sorrisini impacciati come a dire "c'hai ragione ma che ce posso fa' ?" e alla fine mi sono sentito svuotato, sfinito  e per la prima volte negli ultimi anni veramente scoraggiato ed impotente di fronte alla sconfitta dell'interesse pubblico, della Politica con la "P" maiuscola, del buonsenso e per il difficile futuro che ci aspetta”.

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