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Un impianto per trattare le biomasse agricole, l'azienda spiega il progetto "già autorizzato dal Comune"

L'azienda spiega come si svolgerebbe il lavoro all'interno dell'impianto al civico 1280 di via Prenestina. A Nuova Ponte di Nona, intanto, l'avvio di una petizione

Foto Agricola Salone (sito web)

Da un lato i cittadini organizzati in comitati sul piede di guerra pronti ad annunciare battaglia (alcuni hanno già avviato petizioni), dall’altro il Municipio VI che si appella al Ministero per scongiurare la costruzione di nuovi impianti, e dall’altro ancora l’azienda “Agricola Salone” che a Roma Today spiega la sua natura, la tipologia del suo lavoro e cosa avverrebbe all’interno del nuovo impianto a biomasse al civico 1280 di via Prenestina. 

Cinquant'anni di storia

“Agricola Salone è un’azienda agricola storica, punto di riferimento da oltre 50 anni per l’attività̀ zootecnica e cerealicola del Lazio e ben integrata nel contesto agreste circostante: per di più l’azienda ha avviato un processo di riconversione all’agricoltura biologica – si legge nella nota - Anzi la visione lungimirante e attenta all’ambiente che connota l’azienda, ne fanno un esempio virtuoso di economia circolare nel Lazio, sulla scia di altri già applicati con successo in Veneto, Trentino Alto Adige e in Svizzera da oltre 10 anni”.

Cosa tratterà l’impianto?

Agricola Salone, infatti, ha sviluppato un progetto – tra l’altro già autorizzato nel 2018 da Roma Capitale - per la realizzazione di un impianto per il trattamento delle biomasse agricole attraverso la pratica del compostaggio. L’impianto tratterà soprattutto scarti agricoli come potature, sfalci, frutta, verdura e fiori provenienti dalle coltivazioni dell’azienda stessa, e solo in parte biomasse di natura organica.

La denuncia: “Impianti vicini alle case e troppo traffico", l'azienda risponde

“L’impianto sorgerebbe troppo vicino alle scuole e alle case e le strade avrebbero una viabilità ancora più compromessa”, non solo: “Un altro rischio per la salute”. Queste alcune delle motivazioni alla base della rabbia dei cittadini. Nelle ultime ore dal comitato Nuova Ponte di Nona anche l’avvio di una petizione on line rivolta al presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, per scongiurare la costruzione dell’impianto.

Su questi nodi l’azienda precisa: “L’impianto ovviamente sarà ad una distanza da centri urbani ampiamente oltre quella minima stabilita per legge. Sarà poi dotata delle più moderne tecnologie che garantiranno la salubrità dell’aria e dell’acqua circostante, come l’azzeramento di qualsiasi fastidio di sorta – Per concludere - Non da ultima la viabilità dell’area circostante resterà la medesima: abbiamo infatti previsto un accesso diretto dalla via Prenestina che verrà percorso al massimo da quattro o cinque camion al giorno. Un impegno della circolazione veramente esiguo che lascerà invariata la rete viaria già esistente e la natura agricola circostante”.
 

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