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Pedaggio A24: il Municipio VI scrive al Ministro e ne chiede l’abolizione

Ad inviare la nota sono stati il presidente del Municipio Roberto Romanella e l’assessora Katia Ziantoni

Immagine di archivio

Si torna a parlare del pedaggio A24: tema cult delle campagne elettorali degli ultimi tempi ma anche oggetto di numerose proteste da parte di comitati e cittadini che negli anni si sono sempre opposti al pagamento del pedaggio dentro la città: nel caso specifico lungo la strada che ricade nel Municipio VI. Questa volta a sollecitare la revoca del pedaggio è la giunta grillina delle torri: il minisindaco Romanella e l’assessora ai trasporti Ziantoni hanno inviato una nota al Ministero delle Infrastrutture con l’istanza di revoca del pedaggio autostradale dell’A24, a favore dei residenti. 

Dal Municipio: "Chiediamo l'abolizione del pedaggio in maniera irrevocabile"

“Chiediamo sostanzialmente di proseguire il lavoro iniziato dal precedente Ministro che si occupò del blocco degli aumenti autostradali su molte tratte, tra cui l’Autostrada dei parchi. Nel momento in cui si parla di revoca delle concessioni e si sta scrivendo il nuovo DEF abbiamo chiesto, in maniera irrevocabile, l’abolizione del pedaggio per i residenti del Municipio VI” hanno spiegato dalla giunta. 

Le motivazioni alla base della richiesta di revoca

Le motivazioni oscillano tra i diritti degli automobilisti residenti e i doveri dell’amministrazione al governo del municipio, della città e del Paese che porta lo stesso colore partitico: movimento cinque stelle. “Riteniamo che il progetto iniziale delle complanari, a servizio della nuova centralità urbana e la possibilità, per il trasporto pubblico locale, di avere una direttrice preferenziale siano un diritto degli abitanti e un dovere dell’Amministrazione. Il progetto originario, infatti nasceva come viabilità alternativa dopo la cementificazione di Ponte di Nona e ambiva non solo al miglioramento della viabilità ma anche all’efficientamento del trasporto pubblico locale” hanno commentato dopo l’invio della nota.  

Hanno concluso: “Oggi cambiare l’opera non è possibile, ma è possibile ripensare le condizioni e l’interesse prevalente a vantaggio dei cittadini. Per questo solleciteremo ogni settimana la segreteria del Ministro finché non otterremo un incontro specifico e l’accoglimento della nostra istanza”. 
 

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