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Ponte di Nona:occupazione di ‘Action’, la denuncia di una residente

"Cosa si fa per i cittadini 'legali' di via Cerruti? Dove sono le istituzioni?", scrive D.O, che abita vicino alla palazzina. Sotto accusa anche la questione della "emergenza abitativa": il documento chiede una lettura "oggettiva" della situazione

la palazzina di via Cerruti occupata

Tensione “alle stelle”a Nuova Ponte di Nona per l'occupazione di “Action”: una residente di via Cerruti, D.O., ha scritto una lettera per fare il punto della situazione e chiedere alle istituzioni un intervento urgente.

“COSA SI INTENDE PER ‘LEGALIZZARE?’”– “Sono passati 4 mesi da quando questo atto illegale, denunciato dai cittadini, dal costruttore e da diversi comitati di quartiere di zona. Nonostante la contrarietà e la denuncia dei cittadini, le istituzioni non si sono né espresse ufficialmente né tantomeno sono intervenute. Sicuramente a livello non ufficiale sta accadendo qualcosa. Ma a noi cittadini, che lamentiamo le più serie ripercussioni da questa azione, non viene dato di sapere nulla. Da più parti ci viene detto che è necessario ‘legalizzare’ la situazione. Ma cosa s’intende per ‘legalizzare’? Sui social network corrono voci in cui si parla di accordi tra Caltagirone e Comune per vendere la palazzina, addirittura qualcuno si spinge a supporre che questa azione faccia il gioco sia di ‘Action’ (puntando sulla visibilità politica), che di Caltagirone (che venderebbe al Comune in un periodo in cui è difficile vendere). Ma ‘legalizzare’ vuol dire condonare la situazione accettando di fatto l’illegalità compiuta da ‘Action’ oppure ristabilire la situazione precedente all’occupazione?“. cellule garage-pontedinona-2

GLI APPELLI ALLE ISTITUZIONI – “Quello che si sa è che diverse istituzioni (a livello regionale, comunale e municipale), anche sotto la spinta di azioni eclatanti degli occupanti appoggiati da ‘Action’, hanno concesso incontri ai rappresentanti degli occupanti, in alcuni casi, arrivando a promettere stanziamenti di cifre utilizzabili per l’acquisto di immobili. Noi come cittadini abbiamo chiesto ufficialmente, oltre a che si ripristini lo stato delle cose precedente all’occupazione, di incontrare le istituzioni comunali. Il Comune non ci ha ancora risposto. Abbiamo interpellato anche per via mail e sulle loro pagine Facebook  Marino, Ozzimo (assessore alle Politiche abitative) e Nieri (vicesindaco di Roma Capitale). L’unico a risponderci è stato Nieri, precisando che il Comune sta provando ad affrontare la questione sociale dell’emergenza abitativa, come se questo potesse risolvere l’occupazione di Via Cerruti. Ammesso e non concesso che questo accada, come si interviene nel frattempo? Cosa si fa per i cittadini ‘legali’ di via Cerruti? Il Comune sembra voler vedere questa occupazione solo come una problematica sociale,limitandosi, di fatto, e, secondo noi erroneamente, ad individuare come causa di questo atto solo l’indigenza degli occupanti, senza considerare le richieste e le istanze dei cittadini ‘legali’ di via Cerruti. Caltagirone afferma di aver fatto la denuncia e di aver richiesto lo sgombero della palazzina, ma allora perché il prefetto non interviene? Chi è che blocca l’azione che dovrebbe ristabilire l’ordine pubblico? “.

I DISPETTI DEGLI OCCUPANTI – “Chi sono le persone che sono introdotte nella palazzina sfondando porte e finestre e appropriandosene? Questi sconosciuti ci abitano vicinissimi, lo fanno illegalmente con allacci di fortuna, non a norma e senza sicurezze, si sono barricati dentro proteggendo la palazzina con materiali da incendiare nel caso di uno sgombero, e tutto questo a 20 metri da altri stabili abitati regolarmente. Da quando gli occupanti sono arrivati, accadono periodicamente eventi inspiegabili che non possiamo ricondurre oggettivamente agli occupanti, ma di cui la concomitanza temporale con l’occupazione lascia quantomeno pensare. Ne sono esempio il ritrovamento di ricordini maleodoranti davanti ai nostri garage, lo smontaggio delle cellule dei cancelli automatici, oppure il taglio dei fili delle nostre antenne oppure il furto degli estintori. A parte questi eventi, continuano gli sfottò, le diatribe combattute sui social network e la tensione tra i vicini è alle stelle. A Luglio i cittadini tutti (occupanti e ‘legali’) si sono ritrovati un finto ordigno sotto casa. Cosa sono queste se non questioni di ordine pubblico?”.

13-SPRECO ACQUA-2LO SPERPERO D’ACQUA – “All’inizio di agosto hanno allestito una piscina davanti alla palazzina occupata, a dispetto della loro sbandierata indigenza hanno installato più condizionatori di quanti ne sono presenti nei palazzi affianco regolarmente abitati. In alcuni casi, hanno due lavatrici su un balcone, ospitano nei loro garage moto di grossa cilindrata, oltre ad esibire telefonini di ultima generazione. Guardiamo con incredulità lo sperpero d’acqua effettuato dagli occupanti che lavano per decine di minuti la strada per attenuare la calura, per riempire le piscine, per lavare le proprie auto, giustificando tali azioni con: ‘tanto l’acqua non la paghiamo’. Esatto. L’acqua, come la corrente per i condizionatori, come la spazzatura, come qualsiasi altra spesa o tassa sulla casa, non la pagano. Questo li autorizza a sprecare così come accade per l’illuminazione del palazzo. Sono occupanti e l’allaccio abusivo a tutte le utenze è a carico della collettività, cioè a carico nostro”. 12-angolo lavanderia-2

LA RABBIA DEI RESIDENTI DI VIA CERRUTI – “Questo ci sembra profondamente ingiusto! Tutto questo è stato segnalato non per svalutare l’emergenza abitativa o denigrare chi realmente ha bisogno, ma per contribuire ad una lettura oggettiva della situazione via Cerruti, che non sia limitata ai comunicati stampa di ‘Action’. A noi poco importa se gli occupanti posseggono o possano permettersi moto, lavatrici, condizionatori, iphone 5, grandi televisori al plasma. Quello che per noi conta è che questa faccenda venga trattata alla luce del sole e che sia detta la verità. Tra gli occupanti ci sono ragazze che hanno deciso di occupare perché a 18 anni volevano andare via di casa. Questa è emergenza abitativa? La domanda che da 4 mesi ci poniamo è: ‘dove sono le istituzioni?’. Noi che non crediamo nelle azioni di forza e contro la legge, noi che abbiamo ancora fiducia nelle istituzioni, e che siamo anche costretti ad averne, ci chiediamo perché le istituzioni non intervengono, perché in questa periferia i diritti dei cittadini ‘legali’ sono così difficile da far rispettare”.

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