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Roma Est: arriva lo spettro di un impianto a biomasse in via Prenestina

L'impianto dovrebbe sorgere sul terreno di confine tra i quartieri Colle Prenestino e Colle Monfortani

Riunione dei comitati in municipio - Foto di Pamela Strippoli

Dovrebbe sorgere sulla via Prenestina un nuovo impianto a biomasse per il trattamento dei rifiuti organici con produzione di energia: un lembo di terra situato a confine tra i quartieri Colle Monfortani e Colle Prenestino. Il condizionale è d’obbligo perché i cittadini sono già sul piede di guerra e dalla loro parte hanno anche l’amministrazione municipale già intenzionata ad appellarsi al Ministero.  

La contrarietà dei comitati alla realizzazione del nuovo impianto

L’impianto, proposto dall’azienda agricola Salone a.r.l., sita in Via Prenestina 1280 prevede il trattamento di 75.000 t/a di rifiuti organici con produzione di energia: un impianto di dimensioni maggiori rispetto a quello che sarebbe dovuto nascere all’interno di Rocca Cencia. Nel pomeriggio di giovedì sono stati convocati presso l’aula consiliare di viale Cambellotti alcuni dei comitati di quartiere che avevano presentato richiesta di incontro e tra questi: Colle Prenestino, Colle Monfortani, Ponte Di Nona, La Rustica, ACRU Colle del Sole e Due Colli, Finocchio. “Noi siamo contrari perché l’impianto sorgerebbe nelle immediate vicinanze di una scuola e di una chiesa, perché la sua presenza inciderebbe in maniera considerevole su una viabilità già profondamente compromessa e perché pensiamo che il territorio di Roma Est abbia già dato” ha detto al nostro giornale Giuseppe Lanzillotta, presidente del comitato Colle Prenestino che “vanta” sul suo territorio anche la presenza di un impianto per il trattamento degli sfalci. 

Il “no” della Lega ai nuovi impianti

Di assoluta contrarietà alla realizzazione dell’impianto anche il gruppo Lega del sesto: “Presenteremo mozione in aula per far arrivare al Sindaco Raggi e al Presidente Zingaretti, un no forte a nuovi impianti nel territorio. Il M5S e il PD esprimano in aula, insieme a noi, il dissenso – ha detto la capogruppo Pamela Strippoli - Al netto dei colori politici dobbiamo dimostrare unità nell’interesse dei cittadini. La periferia est della città, già fortemente martoriata, va tutelata”. 

Il Municipio: “Siamo assolutamente contrari”

“Come è stato per il biodigestore proposto dall’ex sindaco Marino la nostra posizione non può che essere di assoluta contrarietà a questo nuovo progetto, non solo per la tipologia di impianto, ma per la sua collocazione all’interno di un territorio particolarmente vessato dal trattamento dei rifiuti provenienti da Roma e dal Lazio – ha detto al nostro giornale l’assessora all’ambiente Katia Ziantoni a margine della riunione -  Un carico insostenibile che si ripercuote già ora sulla qualità dell’aria, sulla viabilità e sulla qualità stessa della vita, come da anni denunciano i residenti del versante”. 

L’appello del Municipio al Ministro per l’Ambiente

Quali passi farà il Municipio per scongiurare l’arrivo di un nuovo impianto? “Depositeremo in sede di Regione Lazio tutte le osservazioni tecniche per opporci a questa proposta che, se la Regione dovesse avallare, premierebbe ragioni privatistiche a scapito dell’interesso pubblico – ha spiegato ancora Ziantoni - E spiegheremo perché. Faccio appello alla ASL, al Ministero, ai Dipartimenti di Roma, ad ARPA, all’Autorità di Bacino e a tutti gli enti chiamati ad esprimersi perché siano presenti e al fianco dei cittadini nella tutela della pubblica salute e dell’ambiente”. Nel frattempo assessorato e commissione ambiente stanno lavorando ad un atto per inserire il Municipio VI tra le cosiddette “aree a rischio” per bloccare, una volta per tutte, qualunque altra impiantistica sul territorio. “Si tratta di uno strumento regionale nuovo che sfrutteremo per cambiare la vocazione di un Municipio ridotto a “mondezzaio” grazie all’assenza di una pianificazione regionale e di una politica di tutela dell’Agro Romano” ha concluso Ziantoni. 
 

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