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Ponte di Nona: interrogazione sui roghi dolosi, la risposta di Estella Marino

La domanda era stata presentata da Enrico Stefàno, consigliere M5S. L'assessore all'ambiente mira ad una "ricognizione sull'efficacia del modello di organizzazione del Corpo di Polizia Locale, che non prevede un servizio specifico di sicurezza ambientale"

a sinistra, un'immagine degli incendi; a destra il consigliere M5S Stefàno

Estella Marino, assessore capitolino all’Ambiente, ha risposto, nei giorni scorsi, all’interrogazione presentata dal consigliere comunale M5S, Enrico Stefano, in merito ai roghi accesi all’interno del campo nomadi di via di Salone. Un fenomeno che dura da circa tre anni e che dallo scorso luglio si è particolarmente intensificato. 

L’assessore ha ribadito la pericolosità delle combustioni all’aperto di materiale di diversa natura che rappresentano un danno per la salute e per l’ambiente, citando anche il Piano di Risanamento della Qualità dell’Aria, approvato nel 2009 dal Consiglio regionale.  

“I competenti uffici del Dipartimento già in due diverse occasioni (26/09/2011 e 8/01/2013)hanno richiesto al Comando di Polizia locale di Roma Capitale il rafforzamento della vigilanza e del controllo – si legge nella risposta dell’assessore Marino –, anche per altre aree oggetto di segnalazioni simili. Controlli ulteriormente sollecitati da questo Assessorato. Inoltre, durante i periodi di maggiore criticità da inquinamento atmosferico, nelle ordinanze sindacali predisposte dal Servizio Inquinamento e Qualità ambientale, tra gli interventi volti alla limitazione delle emissioni inquinanti in città (quali traffico e riscaldamento domestico), si dispone anche il rafforzamento della vigilanza e del controllo delle combustioni all’aperto da parte del Corpo di Polizia Locale di Roma Capitale. Infine, è interesse della scrivente avviare nel corso del mandato del Sindaco, e in collaborazione con il dirigente dello stesso Corpo di Polizia locale di Roma Capitale, una ricognizione sull’efficacia dell’attuale modello di organizzazione del Corpo stesso, che non prevede allo stato attuale un servizio esclusivo specifico di attività di sicurezza ambientale, verificando eventualmente la necessità di una riorganizzazione anche attraverso la formazione specifica del personale all’uopo addetto, avvalendosi anche, ove possibile, dei fondi europei strutturali e non”.