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Aumento pedaggio autostrade, Santori (Pdl): “Tassa iniqua”

Il presidente della Commissione Sicurezza del Comune di Roma richiama al buon senso Governo e Anas contro l'aumento del biglietto d'ingresso al casello di Lunghezza

Lunghezza: 'Bretella' A24

Una brutta sorpresa. E’ quanto si sono ritrovati con il 2012 i pendolari che ogni giorno affollano il casello autostradale di Lunghezza per dirigersi a Roma centro. Un pedaggio che con l’inizio del nuovo anno ha subito un rincaro del 10 per cento passando da 1 euro ad 1,10 euro. Aumento della tariffa del tratto autostradale dell'A24 che non ha lasciato impassibili i tanti pendolari del versante prenestino della Capitale che ogni giorno utilizzano la 'Bretella' per andare e tornare dal lavoro. Proteste che sono subito cominciate sui vari blog e social network dei tanti cittadini dell’VIII Municipio contrari all’ennesimo aumento di pedaggio. Salasso che il presidente della Commissione Sicurezza del Comune di Roma Fabrizio Santori definisce iniquo: “L’ennesimo aumento forfettario per le tratte autostradali che di fatto costituiscono arterie di comune percorrenza per i cittadini che a Roma vivono e lavorano, rappresenta un’iniqua tassa di ingresso alla città applicata ai suoi stessi cittadini residenti. Questi pochi ma preziosi chilometri di asfalto dovrebbero essere gratuiti per queste fasce di utenti, invece non solo non lo sono, ma si paga un prezzo salato che non corrisponde al servizio offerto”.

TARIFFE INIQUE: Presidente della Commissione Sicurezza di Roma Capitale che si sofferma proprio sugli aumenti scattati sul tratto della A24 fino all’uscita di Lunghezza: “I prezzi delle autostrade devono essere controllati e gestiti con maggiore attenzione, buon senso ed equità. Non possono lievitare, seppure motivati da adeguamenti tariffari o dalla necessità di fronteggiare la crisi, seguendo i generali criteri usati per l’intera rete autostradale. E’ necessario che il Sindaco si impegni nei confronti del Governo Monti e di Anas chiedendo di rivedere le tariffe, calcolandole sull’effettivo numero di chilometri percorsi. Calcolati al chilometro, infatti, i prezzi pagati per esempio dai residenti di Lunghezza, Ponte di Nona e Colle degli Abeti, aree della città periferiche spesso dimenticate dalle istituzioni, sarebbero quasi dimezzati”.

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