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Municipio VIII: Lorenzotti torna in ‘pista’, revocate le dimissioni

Con una breve nota il presidente della circoscrizione ha comunicato la revoca dell'atto presentato il 25 ottobre scorso

"Con la presente revoco le dimissioni da Presidente del Municipio VIII”. Poche parole che aprono nuovi, ma allo stesso tempo vecchi, scenari in Circoscrizione delle Torri che da oggi ha nuovamente Massimiliano Lorenzotti presidente della stessa. Mini sindaco che aveva presentato le proprie dimissioni a poche ore dalla discussione della mozione di sfiducia presentata nei suoi confronti dall’Udc e firmata da tutti i consiglieri d’opposizione. Quindi la mossa a sorpresa del presidente che due ore prima dell'inizio dei lavori del parlamentino di via Duilio Cambellotti ha presentato le dimissioni, con il capogruppo del partito di Casini che dopo la riunione dei capigruppo ha ritirato l’atto di sfiducia.

RITIRO DIMISSIONI - Un atto ufficiale protocollato con documento 145783 del 12 novembre 2012, arrivato nei termini previsti dal regolamento (venti giorni) per confermare o ritirare le dimissioni (art. 27, comma 13 dello Statuto di Roma Capitale). Una revoca delle dimissioni che apre diversi scenari possibili nella politica del Municipio delle Torri. Resta infatti un presidente con una maggioranza diventata minoranza (12 contro 13) dopo il passaggio di Gabriele Paparelli dal Pdl all’Udc, ma con una mozione di sfiducia presentata dallo stesso partito (del quale fanno parte gli ex Pdl Biferi e Villino) ritirata e quindi non più ripresentabile, se non ex novo. Presidente della Circoscrizione delle Torri che potrebbe tirar fuori l’ennesimo asso della manica riuscendo ad ‘accaparrarsi’ un consigliere d’opposizione per andare avanti o magari ottenendo la dimissione di uno di loro con la possibilità che venga nominato un nuovo consigliere Pdl rimasto fuori dagli eletti dell’ultima tornata elettorale.

LE 5 PRIMAVERE DI LORENZOTTI - Ipotesi che non lasciano da parte la possibilità che la maggioranza di centrodestra del presidente possa andare avanti ancora per il restante tempo di fine legislatura, che scade la prossima primavera, con un’amministrazione che tra festività natalizie e campagna elettorale avrebbe ancora poco da fare a livello di compiti istituzionali (con un bilancio già approvato). Presidente Massimiliano Lorenzotti che sembrerebbe riuscire portare a compimento per intero i suoi cinque anni di mandato, un 'mini sindaco di ferro' che ha resistito a quattro mozioni di sfiducia e che per quasi tutto il mandato ha surrogato a sè la delega ai Servizi Sociali, alla quale si è aggiunta quella ai Lavori Pubblici, successiva al caso D'Angelo e alle sue dimissioni. Restano sull’uscio le altre forze di opposizione (Pd, Idv, Api e Lista Civica Cittadini/e), ma visti gli ultimi accadimenti, tutto può ancora succedere, ma anche no.

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