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"Il Municipio chiude l’asilo nido di Tor Bella Monaca", a casa 110 bambini e 31 dipendenti

Parte della struttura è abusiva. Alessandro Marco Gisonda, assessora alla cultura di viale Cambellotti ha spiegato l'iter

Immagine di archivio

“Siamo arrabbiati, l’asilo nido verrà chiuso dal Comune di Roma entro il 18 maggio, vogliamo delle spiegazioni”. A parlare è Francesca Bobò, coordinatrice dell’asilo nido “Crescere insieme” di Tor Bella Monaca frequentato da 110 bambini e sbocco occupazionale per 31 dipendenti. Un grido d’allarme che fa appello ad una richiesta specifica: “Il rischio di rimanere intrappolati in questioni burocratiche è altissimo, il Municipio intervenga”. Vediamo perché. 

Parte della struttura scolastica è abusiva

La struttura dell’asilo nido collocato sul vialone che divide in due il popoloso quartiere di periferia (via di Tor Bella Monaca ndr) è parzialmente abusiva: su una superficie di 1200 mq circa 450 mq non sono condonati. Questo ha portato ad una causa tra la proprietà e il Comune e anche a un ricorso alla corte di Cassazione. Nel corso di un’assemblea aperta che si è tenuta presso l’asilo, lo scorso 9 maggio, abbiamo potuto chiedere a chi attualmente gestisce la struttura spiegazioni dettagliate e ci è stato risposto che è già stato presentato un progetto per utilizzare gli spazi dell’asilo escludendo la parte che non ha la concessione edilizia. La struttura, che verrebbe interamente riprogettata, sarebbe totalmente a norma e avrebbe anche tutti gli ultimi adeguamenti, compresa la scia antincendio appena introdotta sull’intero immobile” hanno spiegato ancora un gruppo di rappresentanti tra genitori e educatori. Intanto ad allarmare tutti una data: il 18 maggio, divulgata come giorno della chiusura del nido. 

Cosa succede il 18 maggio? 

In realtà il 18 maggio rappresenta la scadenza ultima per la presentazione del progetto al Municipio (già presentato al Comune). “Ad oggi non è arrivato nessun progetto presso gli uffici tecnici di questo municipio” ha spiegato Alessandro Marco Gisonda, assessore alla cultura delle Torri raggiunto dalla nostra redazione. Nello specifico ha detto: “La richiesta di condono non è stata concessa, a noi è arrivata la sentenza del Tar e pertanto l’intera struttura non può essere utilizzata – inoltre – ovviamente si tratta di un pubblico servizio e non possiamo interromperlo”. Per quanto riguarda la data che pesa come una spada di Damocle sulla testa di famiglie e docenti ha chiarito: “La dirigente degli uffici tecnici ha chiesto l’invio del progetto a decorrere dai 30 giorni dalla sentenza, quindi il 18 maggio ma ad oggi non è ancora arrivato nulla”. Che succede quindi in caso di mancato invio? “In quel caso – ha spiegato – verrebbe avviata la procedura di revoca obbligatoria che avrebbe tempi lunghi e giungerebbe intorno alla fine del mese di luglio” ha concluso Gisonda. 

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