Torri Today

Bar Teatro Bio Torre, l'unico locale senza slot machine di Tor Bella Monaca

Marco Venanzi, proprietario del locale che gestisce insieme alla sua famiglia, ci racconta perché ha scelto di non collocare slot machine all'interno della sua attività

Una maglietta amaranto in vetrina, uno spazio per il bookcrossing e un riconoscimento incorniciato. Si presenta così il bar Teatro Bio Torre, nelle adiacenze del Municipio di viale Cambellotti a Tor Bella Monaca. E’ uno dei pochissimi bar virtuosi in città, sicuramente l’unico a Tor Bella Monaca perché qui trovate sorrisi e cortesia ma non ci sono slot machine. L’attività è stata di recente premiata nell’ambito di un’iniziativa organizzata dall’associazione TorPIùBella “NottInsogni” che ha voluto mettere in evidenza la “correttezza morale” dell’attività proprio perché sprovvista di “macchientte”. Non solo. Nella giornata di giovedì 30 marzo, al bancone del bar anche un’ospite d’eccezione, la presidente della Camera Laura Boldrini.
Abbiamo raggiunto Marco Venanzio, il proprietario del locale, ci ha raccontato il perché della sua scelta, della premiazione e anche della visita “speciale” dei giorni scorsi.

“Voglio dormire tranquillo – ha esordito Marco Venanzio – quando torno a casa la sera voglio essere certo che nella mia attività non si è “rovinato” nessuno”. All’interno dei locali, infatti, ci sono tavolini, espositori, vetrine e un lungo bancone ma non ci sono slot machine. La scelta di Marco viene anche da lontano: “Mio cugino, a causa della dipendenza dalle slot machine ha perso moglie e figlia, adesso è guarito, ma la sua storia, che ho vissuto molto da vicino, mi ha insegnato tanto”. Una scelta di valore che ha ottenuto un forte riscontro non solo mediatico. Durante la scorsa estate il bar Teatro Bio Torre, situato proprio di fianco al teatro di Tor Bella Monaca, è stato insignito del premio che Marco mostra con orgoglio e che attesta la sua lontananza dal gioco d’azzardo. Marco è una persona buona che negli anni si è dedicata tanto al sociale, questa scelta in termini economici, infatti, gli costa anche perché senza slot machine, ad esempio Marco non può effettuare le ricariche telefoniche telematiche. “Se fosse per me eviterei anche la vendita di alcolici – ha proseguito – se qualcuno si ubriaca e commette delle sciocchezze sarebbe difficile da perdonare, quando un cliente si affaccia al bancone del bar dopo la seconda volta, non gli servo più alcolici”.

Marco qui a Tor Bella Monaca mette in atto delle “buone pratiche” che effettivamente sono molto rare, un lavoro importante riconosciuto anche dalla presidente Boldrini che si è fermata qui a fare un saluto: “Ci ha fatto i complimenti per quello che facciamo”, ha commentato Marco. Sul riconoscimento ottenuto lo scorso anno dai giovani dell’associazione Tor Più Bella ha concluso: “In loro rivedo me da giovane, è bello vedere ragazzi che si danno da fare per quartieri spesso difficili”.

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Commenti (4)

  • Il signor Marco è una persona che guarda avanti ed è fiero di quello che lascia alle spalle. Altri esercenti, primo fra tutti lo Stato,hanno favorito questo modo per fare cassa. Tutto lecito per far soldi mentre sul piano morale stanno scontando una grave condanna: quella con la loro coscienza, che non li lascerà in pace neppure un attimo.

  • Commercianti come il signor Marco Venanzio, sono una rarità in un sistema dove il Dio danaro prevale su tutto, Non c'è "buco" libero che non venga "attratto" dalle macchinette, basta dare una "smirciatina" all'interno di detti buchi, si notano, visi rivolti verso le macchinette stesse attenti e speranzosi di essere ricambiati da vincite che spesso sono illusorie, e i danni che provocano ai giocatori talvolta sono irrimediabili.

  • Per fortuna c'è ancora gente così in giro, ce ne vorrebbero di più di gestori di bar come lui. Ormai la zona macchinette e slot viene spesso piazzata all'interno dei bar, solo per fare cassa sulla disperazione di qualche poveraccio.

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