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Orfini e Migliore falliscono ancora. Scipioni resta al suo posto, bocciata la mozione di sfiducia

Cinque ore di discussione, un parapiglia, gli interventi quindi la votazione. La mozione è stata respinta. Undici i voti favorevoli, tredici quelli necessari a far cadere il numero uno del VI municipio

Marco Scipioni resiste anche stavolta. Dopo il niet ai diktat estivi di Orfini e Migliore, il presidente del VI municipio vince anche la sfida della mozione di sfiducia. 

Dopo quasi cinque ore di dibattito tra interventi e dichiarazioni di voto, la giornata della sfiducia al minisindaco Marco Scipioni si è infatti trasformata in un nulla di fatto, con la mozione a firma Pd respinta dal Consiglio del VI Municipio con 12 voti contrari, 11 favorevoli e nessun astenuto. Per far decadere presidente, Giunta e Consiglio sarebbero serviti 13 voti a favore. La mozione di sfiducia era stata firmata dai dem Mariano Angelucci, Gianfranco Gasparutto, Fabrizio Compagnone, Rosario Onorati e Daniele Grasso, dai consiglieri del Movimento Cinque Stelle, Fabio Tranchina e Veronica Mammì, Giuseppe Sardone del gruppo misto, l'ex presidente Massimiliano Lorenzotti e, infine, Emanuele Amici di Noi con Salvini. 

A votare favorevolmente alla sfiducia sono stati per il Pd Angelucci, Compagnone, Gasparutto, Grasso e Onorati, così come Mammì e Tranchina del M5S, Stirparo di Sel, Sardone, Lorenzotti e Amici del gruppo Misto aderenti di Noi con Salvini (assente Pinti). In modo contrario si sono espressi invece tra i dem il presidente Scipioni, Consolino, Criscuolo, Giammarini, Gidaro e Pelone, i consiglieri della Lista Marino, ovvero Argenti, Mattei e Sbardella, Reali del Psi e infine Breccia e Colagrossi di Ncd. Non ha invece partecipato alla votazione Gabriele Paparelli della Lista Marchini.

La linea Orfini e quella di Migliore quindi non passa. A Tor Bella Monaca comandano ancora Scipioni e i suoi.

SCIPIONI - Visibilmente soddisfatto Marco Scipioni invita Renzi a chiarire: "Siamo molto soddisfatti del risultato di oggi che deriva da un impegno costante, da un sostegno realizzato sulla base di fiducia e di lavoro quotidiano. Nel caso del Pd ora davvero vogliamo un chiarimento dai vertici del partito e da Renzi perche'' qui la linea del diktat è stata battuta. Ora deve prevalere la linea del dialogo. E a questo punto vogliamo risposte serie". 

Per Scipioni "è ora di dire basta ai giochetti, alle falsità e al killeraggio politico. Noi abbiamo i numeri e siamo dalla parte della verità e della giustizia nonchè dei cittadini che ci hanno votato e verso i quali siamo responsabili. Ora ègiunto il momento della chiarezza anche perchè siamo stanchi di tutti questi attacchi pretestuosi e ora- ha concluso Scipioni- siamo noi a partire al contrattacco. Forti di aver vinto tutte le battaglie contro il commissario, siamo pronti a tutto".

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