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Tor Bella Monaca, il centro antiviolenza a rischio sfratto: "All'estero ci premiano, a Roma ci perseguitano"

Durante il consiglio municipale di giovedì 16 marzo la maggioranza ha votato quattro mozioni per tornare in possesso di alcuni locali del territorio, tra questi il centro antiviolenza Marie Anne Erize

"Abbiamo vinto una battaglia". Aveva esordito così due anni fa Stefania Catallo, presidente del centro antiviolenza di Tor Bella Monaca. Già perché di una vera e propria battaglia si era trattato. Quattro lettere all'ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, 54mila firme raccolte, oltre 2mila selfie di donne sorridenti inviate da tutta Italia, solidarietà anche da stati esteri e dalle detenute di Rebibbia. Tutto questo per dare "una casa" al centro poiché l'associazione che lo ospitava dal 2011, Sirio87, aveva ricevuto lo sfratto. E la casa finalmente è arrivata.

Era il 20 febbraio del 2015, quando, dopo un anno di "vagabondaggio", periodo in cui le donne del centro hanno continuato anche presso le proprie abitazioni le attività di ascolto e di aiuto ai più deboli, la giunta Scipioni ha dato i locali di via Amico Aspertini 393 al centro antiviolenza, ribattezzato poi "Marie Anne Erize", in memoria della desaparecida argentina. Nel frattempo, dal giorno della riapertura, il lavoro delle donne del centro è cresciuto sempre di più tra sartoria solidale, biblioteca e eventi sulla violenza di genere, Stefania Catallo è diventata anche ambasciatrice del Telefono Rosa e ha contribuito all'apertura di uno sportello antiviolenza a Fagaras, in Romania. Inoltre, la Fondazione Up, francese, sia l'anno scorso che quest'anno ha premiato il centro antiviolenza per i risultati raggiunti e per l'impegno sul territorio. 

Nella mattina di giovedì 16 marzo, durante il consiglio del Municipio VI, sono state votate, tra le altre cose, quattro mozioni con cui la maggioranza del movimento cinque stelle si è impegnata a tornare in possesso di alcuni locali: via Aspertini 393 (dove hanno sede il centro antiviolenza "Marie Anne Erize" appunto e l'associazione Civitas), via Aspertini 391 dove ha sede l'associazione Libertà Va Cercando e i locali di via Gravina di Puglia 48. Considerato che questi locali sono ad oggi occupati, si procederà dunque allo sfratto? "Ci siamo resi conto che molti dei locali municipali non sono stati consegnati tramite bandi - ha commentato Laura Arnetoli, capogruppo del movimento cinque stelle alle Torri - ci impegnamo a incontrare il direttore del Municipio affinché venga fatto un bando in tempi brevi per l'assegnazione dei locali e finchè il bando non verrà espletato, quindi finché non verrà decretato un vincitore, la realtà che ci sono all'interno non verranno messe alla porta". Ha garantito: "I locali che oggi ospitano il centro antiviolenza verranno destinati allo stesso scopo, il centro potrà partecipare quindi al bando". 

Abbiamo raggiunto uno, per ora, dei diretti interessati oggetto di mozioni, Stefania Catallo: "Non ero assolutamente a conoscenza di quanto si stesse decidendo negli ambienti municipali in merito ai locali in cui operiamo - ha commentato sbigottita - nessuno ci ha convocati, abbiamo avuto la notizia da "passaparola". Abbiamo ricevuto i locali attraverso una determina di giunta per motivi straordinari e merito, un'assegnazione provvisoria che, con il tacito consenso, non è stata mai ritirata, abbiamo sempre pagato". Catallo ha concluso: "All'estero ci premiano, in Italia ci perseguitano".

Per la seconda volta, in poco più di un anno, il centro antiviolenza si vede costretto ad intraprendere una nuova battaglia solo per vedere garantita la possibilità di continuare a lavorare in un territorio che ha un tessuto sociale particolare come quello di Tor Bella Monaca ma che accoglie donne da tutta Roma e da tutta Italia. 

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