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Ambulatori da strada: il VI Municipio chiude Medicina Solidale, centro supportato anche da Papa Francesco

Lo scorso 10 ottobre il Ministro Fontana aveva fatto visita a Medicina Solidale

Hanno solo dieci giorni di tempo per lasciare i locali gli operatori del centro di Medicina Solidale a Tor Bella Monaca. Una scadenza, quella annunciata via PEC e accolta come un fulmine a ciel sereno, che metterebbe la parola fine a un'assistenza e un supporto imprescindibili per il territorio.

Basti pensare che in soli dieci anni di attività, in una delle periferie della città dal tessuto urbano più fortemente lacerato, gli operatori di Medicina Solidale si sono presi cura di oltre 120mila persone dalle fragilità più disparate e per assistenza medica. Nella sola giornata di sabato 20 ottobre, ad esempio, sono stati distribuiti 110 pacchi viveri e altri 200 lo saranno nei prossimi giorni. "Le motivazioni dello sfratto sono quelle che il Municipio ha contestato alla Regione lo scorso anno, e cioè che la sede non è accatastata" ha spiegato Lucia Ercoli, direttrice sanitaria di Medicina Solidale. 

Ma andiamo con ordine. Medicina Solidale nasce a Tor Bella Monaca nel 2004 grazie a un protocollo d'Intesa tra il Policlinico Tor Vergata e la Regione Lazio. Quando qualche anno più tardi (2009) nel quartiere si svolse un consiglio straordinario sul tema della sicurezza a cui prese parte anche l'allora sindaco di Roma, Gianni Alemanno con Medicina Solidale che operava all'interno dei locali della parrocchia 'Santa Maria Madre del Redentore'.

Il primo cittadino diede disponibilità a fornire loro una sede più consona e così ci fu il trasferimento in via Amico Aspertini. Prima di Medicina Solidale questi locali ospitavano il centro anziani 'Ai Pini' e poi sono diventati la nuova casa dell'istituto che, in un decennio, ha accolto e visitato oltre 120mila persone in stato di fragilità tra italiani e migranti.

In breve tempo il presidio è diventato quindi un punto di riferimento per l'intero territorio di Roma Est. Nel 2015 Papa Francesco ha inviato cinque quintali di cibo ai poveri di Tor Bella Monaca consegnandoli a Medicina Solidale, l'anno seguente è stato anche premiato dall'Unione Europea per il suo impegno nelle periferie romane. Una realtà onlus che non ha lasciato indietro nessuno.  

Gli operatori di Medicina Solidale della città, così come quelli di Tor Bella Monaca, hanno dovuto affrontare un altro grande ostacolo nel luglio dello scorso. Furono i medici Lucia Ercoli e Francesco Russo a denunciare: "Stando ai contatti in essere, sia la Regione Lazio, che il Policlinico di Tor Vergata per motivi ancora poco comprensibili e comunque non giustificati socialmente ed umanitariamente, non riconosceranno nel nuovo Atto Aziendale del Policlino e nel Protocollo di Intesa Ateneo-Regione 2017 di prossima emanazione, questo servizio alla persona fragile" (qui la notizia). 

"In quella occasione il Municipio di questo territorio si è scagliato contro la Regione – ha raccontato a RomaToday Lucia Ercoli – che chiedeva di regolarizzare la sede". La sede, infatti, non risulta essere mai stata accatastata: "Lo abbiamo chiesto a tutti i livelli e abbiamo dato disponibilità a corrispondere quanto si doveva – ha aggiunto Ercoli – è bizzarro che il Municipio voglia rientrare in possesso di una sede che non rientra nel patrimonio comunale". 

"Abbiamo da tempo consegnato tutta la documentazione al Municipio che più volte ha visitato la nostra struttura. Ora questa PEC all'improvviso. Questo comportamento lede i diritti dei tanti cittadini che hanno trovato qui una risposta visto che le istituzioni locali non sono più in grado di intercettare e risolvere le criticità sociali soprattutto in periferia" ha aggiunto Ercoli.

Infine: "Dopo questa PEC credo che quella di oggi sia l'ultima distribuzione di viveri a questa gente che non ha speranza. Siamo andati avanti in mezzo a tante difficoltà proprio per rispondere sia all'appello di Papa Francesco, sia per dare una risposta al grido di dolore dalle periferie romane dove la gente è sempre più disperata e dimenticata da una politica miope". Prima della lettera di sfratto, al centro anche la visita del Ministro Fontana.

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