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VI municipio, il M5s è diventato allergico ai cittadini: arroganza e burocrazia cancellano la casa di vetro

Si è concluso con un nulla di fatto il consiglio straordinario chiesto dalle opposizioni che si è svolto nel pomeriggio di giovedì in viale Cambellotti

Appuntamento alle ore 14 in aula consiliare nel pomeriggio di giovedì a Tor Bella Monaca. Come da convocazione, avrebbe dovuto svolgersi un consiglio straordinario chiesto dalle opposizioni per discutere della mancata chiusura di Rocca Cencia (o superamento del tmb, termine più caro ai grillini) e del taglio imposto dal Campidoglio di 48milioni di euro sul bilancio votato alla fine dello scorso anno. Nulla di tutto ciò è avvenuto, o almeno, non nei termini consoni che si devono ad un luogo istituzionale. 

Dai disagi alle case popolari allo stabilimento di Rocca Cencia: la rabbia dei cittadini

Ma andiamo con ordine. La tensione si è percepita già prima dell'apertura dei lavori, quando due camionette della celere presidiavano l'uscita laterale del municipio e un enorme spiegamento di forze dell'ordine quasi sovrastava la presenza dei cittadini tra poliziotti, vigili e carabinieri, in divisa e non. Il consiglio è iniziato in ritardo, i cittadini sono intervenuti ma senza trovare riscontro dalla maggioranza, anzi. La "casa dei cittadini" è diventata improvvisamente per loro un luogo senza risposte come per la signora Luana, abitante delle case popolari di Torre Maura che ha denunciato l'assenza di manutenzione e i liquami ai piani bassi della palazzina, accompagnata in aula da altre inqiuiline. Poi è stata la volta di Marco Manna del comitato periferie Roma Est "Avevate promesso il superamento di Rocca Cencia e invece siamo ancora qui, per l'ennesimo consiglio straordinario". 

Dalla maggioranza solo urla e nessuna risposta concreta. I primi interventi dei consiglieri di opposizione e il consiglio è stato sospeso. Riprenderà molto dopo con altri interventi, anche della maggioranza ma il tempo per discutere i punti all’ordine del giorno non c’è più stato. La chiusura dei lavori, fissata alle ore 18.00 nella convocazione, è stata rispettata come se scandita da un orologio svizzero. La maggioranza non ha accetta la richiesta di proroga dell’orario avanzata dalle opposizioni e il presidente del consiglio ha sciolto la seduta. Rabbia e frustrazione non solo per i consiglieri seduti tra gli scranni ma anche tra i cittadini, divisi tra le parti. E l’aula di viale Cambellotti è tornata ad essere un’arena. 

La maggioranza vota contro la proroga dell'orario

Il centrodestra, unito (Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia) ha “occupato” lo spazio dedicato alle commissioni e ha preteso che il consiglio andasse avanti. Indignazione anche tra le file del centrosinistra, dal PD di Compagnone e Gasparutto al gruppo Misto di Dario Nanni. Il messaggio è stato chiaro: “Non ce ne andiamo fino a quando non finisce la discussione”. Nel frattempo la maggioranza alla spicciolata ha guadagntoa le stanze del municipio e solo dopo la richiesta delle forze dell’ordine, l’aula si è svuotata. Ma tutta la maggioranza era concorde a sciogliere la seduta? Qualche volto è rimasto stupito, basti pensare che pochi minuti prima della fine del consiglio, l’assessore al bilancio D’Orrico si aggirava munito di microfono pronto a fare il suo intervento, già perché come delegato al bilancio sarebbe toccato a lui l’onere e l’onore di spiegare i tagli e di dire cosa si pensa di realizzare con una somma di circa 50milioni di euro che, seppur quasi dimezzata rispetto all’iniziale richiesta, resta una grande cifra. 

Le opposizioni: “Atteggiamento inqualificabile, non si ha memoria di fatti analoghi”

“Inqualificabile atteggiamento della maggioranza a 5 stelle, che dopo aver abbandonano l’aula per numerose volte, sottraendosi al confronto diretto prima con i cittadini e poi con i consiglieri, impedisce la proroga di orario del consiglio straordinario. Ci negano il diritto di votare l’ordine del giorno al solo fine di rimanere incollati alla poltrona” hanno detto in una nota congiunta Strippoli (Lega), Nicola Franco (FdI), Breccia (F.I.), Compagnone (PD) e Nanni (Gruppo Misto). L’opposizione, inoltre, avrebbe voluto votare la richiesta di dimissioni di Romanella. 

Romanella: “Sono un pompiere, non vado via finché il lavoro non è finito”

Al consiglio si sarebbe discussa anche la richiesta di dimissioni da parte delle opposizioni al presidente Romanella: “Non mi dimetto, sono un pompiere, non vado via finché il lavoro non è finito”. Ha risposto così il minisindaco alla nostra domanda rispetto all'eventualità di fare un passo indietro quando lo abbiamo raggiunto nelle stanze della maggioranza. Per lui: “Questo consiglio è stato strumentalizzato, inutile continuare a restare seduti per subire le offese delle opposizioni, avessero lavorato come noi quando hanno governato, non ci troveremmo in queste condizioni”. Romanella e i suoi, almeno fino al prossimo colpo di scena, resteranno ancorati alla poltrona seppure connotati al loro interno da crepe grandi quanto quelle delle case popolari i cui inquilini lamentano manutenzione. Manca un anno e mezzo alla fine del mandato e a Romanella abbiamo chiesto che cosa c’è nella top five delle priorità: “Aprire la sala cinema, ripristinare l’arena del municipio, manutenere scuole e strade”. 
 

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