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Estate romana a Tor Bella Monaca, chi l'ha vista?

Un festival per trasformare Tor Bella Monaca, denaro incassato per opere ed eventi mai realizzati. Così l'estate romana è diventata una beffa per il quartiere simbolo delle periferie romane

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Murales, laboratori, attività. Si chiama "Ribalta Festival" il progetto realizzato nel 2017 a Tor Bella Monaca, periferia Est della Capitale. Un titolo che si inserisce all’interno dell’ “Estate romana” e che, come da bando, ha una durata triennale (2017-2019). Vincitore del bando di assegnazione l’associazione 999 Contemporary (già nota per aver realizzato i murales sulle facciate dei palazzi a Tor Marancia nell’ambito di un progetto di più ampio respiro denominato Big City Life). Obiettivo del festival: "Azione di diffusione della cultura mediante la promozione e il sostegno di attività finalizzate a favorire la partecipazione dei suoi cittadini alla vita culturale". La mission per Stefano Antonelli, presidente dell'associazione 999 Contemporary: "Trasformare Tor Bella Monaca in un museo".

L’intervista a Mario Cecchetti del centro sociale

E' andata davvero così? Siamo andati a Tor Bella Monaca per capire quanto e cosa il Ribalta Festival abbia lasciato tra le strade del quartiere, ai cittadini e alle realtà sociali e istituzionali nel primo anno di attività. Ricordiamo che la mancata realizzazione dei progetti programmati non prevede, ovviamente, l’erogazione dei contributi economici richiesti. Stando a quanto risulta a noi di Roma Today i costi del Festival Ribalta per l’annualità 2017 sono stati corrisposti all’associazione e ammontano a una cifra che si aggira intorno ai 28mila euro.

L'intervista a Stefano Antonelli

I progetti quindi, stando alla rendicontazione finale e alle uscite di cassa dal Comune di Roma, ci sono stati. Nella relazione finale consegnata agli uffici dipartimentali con timbro e firma del presidente Stefano Antonelli, che noi abbiamo potuto leggere, sono elencate attività e interventi che si sarebbero svolte a Tor Bella Monaca insieme alle realtà territoriali.

L’intervista all'assessore Gisonda

Il condizionale però, mai come in questo caso, è d’obbligo. Vediamo perché.

Il dipartimento spiega: "Ecco i dettagli sul progetto Ribalta festival"

Partner a loro insaputa

Partiamo dai partner, dalle realtà, territoriali e non, da cui 999Contemporary ha dichiarato di essere stata affiacanta. Molte delle associazioni menzionate nella relazione finale non hanno ricoperto nessun ruolo all’interno della prima annualità del festival. "Ho partecipato a due riunioni, stilato un programma ma poi non mi ha contattato più nessuno, non c’è stato nessun festival e ancora non ho capito il perché" ha spiegato Atika Et Tafs, presidente della comunità marocchina raggiunta al telefono. Mediante posta certificata, anche dall’Istituto Amaldi di via Aspertini è giunta la comunicazione: "Si rappresenta che l’Associazione 999 Contemporary non ha mai svolto attività di qualsivoglia genere per l’istituzione scolastica “Edoardo Amaldi" durante l’anno scolastico 2017/2018 né nell’anno precedente”. Eppure nella relazione finale il liceo Amaldi, risulta un vero protagonista del Festival. Infatti si legge: “La partecipazione all’Auditorium dell’istituto Amaldi di 1200 studenti” poi “Più di 100 alunni del liceo Amaldi hanno creato un comitato studentesco” e ancora “Laboratori di giornalismo presso il liceo Amaldi”.

partner

All’oscuro delle iniziative anche Associazione 21 luglio, sempre tra quelle citate: “Non abbiamo mai collaborato ad iniziative proposte da 999 Contemporary” ci ha spiegato il presidente Carlo Stasolla. Che ruolo ha avuto il centro sociale di largo Mengaroni nella prima annualità del Festival? A suo beneficio risulta la ricevuta di un pagamento di circa 8mila euro. Mario Cecchetti, il presidente de El Chentro, è stato indicato da Antonelli durante l’intervista a RomaToday, quale responsabile di molte attività nonché collante con il liceo Amaldi. “Nel 2017 non abbiamo svolto nessuna attività all’interno del liceo Amaldi. Gli unici impegni che abbiamo preso con 999 in quell’anno sono stati la realizzazione di un murale realizzato dai bambini, un laboratorio di video scrittura e il giornalino presso la scuola elementare di via Merlini”. Ha aggiunto: “Non abbiamo mai avuto 8mila euro, mai firmato questa ricevuta”.

I primi contatti a Tor Bella Monaca, 999 li ha avuti con l’associazione Tor più bella da prima ancora che venisse pubblicato il bando dell’Estate Romana: “Abbiamo iniziato una collaborazione ma poi i rapporti si sono interrotti per una mancanza di trasparenza da parte loro – ha spiegato Andrea Colafranceschi – soprattutto quando le nostre domande sulle fatture retrodatate restavano senza risposta e perché non vedevamo nulla degli interventi previsti”. Avremmo voluto sentire anche il Comitato Immigrazione Tor Bella Monaca ma, nei fatti, non esiste. 

L’intervista all’associazione "Tor+Bella"

I luoghi del Festival Ribalta

Il bocciodromo di via Quaglia, la Biblioteca di via Merlini e il teatro Tor Bella Monaca: sono questi i tre luoghi autorizzati per lo svolgimento del Festival. Presso il teatro si è svolto uno dei tre spettacoli raccontati da 999: “Il Corno di Olifante”. Invece nulla si sa delle attività che si sarebbero realizzate all’interno del bocciodromo di via Quaglia e della ex biblioteca di via Merlini che in comune hanno una specifica: non esistono, o meglio, i fabbricati ci sono ma entrambi non sono accatastati. Come ha fatto il Dipartimento a fornire autorizzazione all’uso se non rientrano nella mole del patrimonio comunale? Per giunta nel bando si legge: “Le proposte possono riguardare luoghi privati e pubblici, per aree pubbliche si intendono quelle aree di competenza, anche non esclusiva, di Roma Capitale, tra cui quelle indicate preliminarmente”. 

Il bocciodromo di via Quaglia “non esiste”

“Solo noi abbiamo le chiavi del bocciodromo, nessuno può entrare senza aprire i cancelli - hanno spiegato Andrea Colafranceschi e Riccardo Gasbarri dell’associazione Tor Più Bella – le uniche attività che sono state realizzate qui sono interventi di pulizia e riqualificazione che noi abbiamo svolto a settembre”. A fronte di questo impegno, associazione Tor Più Bella ha ricevuto un bonifico di mille euro: “Abbiamo tentato di metterci in contatto con Antonelli per dargli le fatture ma non ci siamo mai riusciti”. Sulle autorizzazioni all’utilizzo dell’area abbiamo interpellato, invece, Alessandro Gisonda, assessore alla cultura del Municipio VI: “Il progetto ci è piaciuto, abbiamo concesso il “nulla osta” anche perché l’istanza proveniva dal territorio (Tor Più Bella ndr) ma le autorizzazioni spettavano ai dipartimenti, sono loro che le hanno rilasciate, a noi è stata chiesta un’opinione”. Antonelli è di tutt’altro avviso: “Il Municipio ci ha autorizzati grazie ai rapporti con Romanella e Gisonda, si è preso la responsabilità di affidarci dei luoghi non affidabili. Ho fatto pressione dicendo O mi fate lavorare in questi posti o porto i soldi da un’altra parte”. 

Sulla ex Biblioteca di via Merlini nessuna cantierizzazione ma un progetto del Municipio del valore del 450mila euro

“Per riqualificare la biblioteca occorrono circa 450mila euro che noi abbiamo trovato in bilancio” ha spiegato Alessandro Gisonda. Ma nulla ha detto riguardo la cantierizzazione dell’area che per Antonelli invece sarebbe avvenuta. “Gli architetti hanno svolto una serie di cantierizzazioni, sulle opere murarie ma non ricordo su quali strade, alcune intorno all’area di largo Mengaroni, altre su via Merlini e altre su muri bassi per avviare idealmente un’attività artistica”. Eppure agli atti è stata consegnata una fattura per un importo di circa 10mila euro. Tuttavia Gisonda non ha escluso l’ipotesi di prendere in considerazione idee partorite da 999 sulla biblioteca anche se la stesura del progetto è stata affidata già ad altri tecnici. Sul ruolo del Municipio in questa vicenda ha aggiunto Gisonda ha aggiunto: “Antonelli ha chiesto la possibilità di svolgere workshop in Municipio, gliel’abbiamo data ma poi non si è fatto più niente”.

“Non chiamateli murales”

Abbiamo sottoposto a Stefano Antonelli le immagini dei murales che 999 ha allegato alla documentazione finale consegnata in Dipartimento. Si tratta di foto che ritraggono writers impegnati con bombolette spray a disegnare su muri alti oltre due metri. Ma quando gli abbiamo chiesto dove si trovano non ha saputo indicarci la strada ma solo precisare che “Non sono murales ma interventi e dovrebbero essere nella zona che va da R8 a R5”. Abbiamo cercato questi murales ma senza successo. Eppure per la realizzazione degli “interventi” ci sono tre fatture: una per ogni artista. 

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I costi del primo anno del Ribalta Festival

Sono tanti i costi annoverati all’interno della documentazione prodotta da 999 al dipartimento Cultura. Tra questi una fattura di oltre 9mila euro a Illoco Teatro per attività di giardinaggio e tornei di bocce (tra le varie voci). Ma anche di questo non c’è traccia. Non solo, presidente di Illoco Teatro è Adriano Dossi, anche braccio destro di Antonelli. Avremmo voluto chiedere anche questo al presidente di 999 se ce ne avesse dato modo. Come gli avremmo senz’altro chiesto cosa hanno prodotto gli onerosi costi della comunicazione se il sito Ribalta, costato quasi 10mila euro (come da fattura consegnata da lui stesso in Dipartimento) non esiste più e perché non esistono locandine o materiale pubblicitario di eventi così “partecipati”. In realtà una giustificazione viene fornita nella relazione iniziale dove 999 Contemporary spiega che:

"... dopo alcuni giorni di attività, lo staff di 999Contemporary è stato affrontato da ignoti armati e minacciato di morte. Dopo aver presentato denuncia all'autorità di Pubblica sicurezza e sentiti i referenti istituzionali e informali, abbiamo convenuto di abbassre la visibilità pubblica di costruzione di comunità sul territorio e comunicare solo eventi, in particolare lo spettacolo teatrale messo in scena presso il Teatro di Tor Bella Monaca dalla Compagnia Stabile Assai"


Tra i dubbi resta anche quello di capire come siano stati realizzati i murales (denominati interventi) a settembre se le vernici sono state consegnate a dicembre, come da fatture prodotte.

Cosa resta a Tor Bella Monaca del Ribalta Festival nel 2017? "Un totale fallimento"

Infine, Antonelli ha spiegato: “L’idea era quella di utilizzare i fondi e le attività messe a disposizione dall’Estate Romana per un progetto più ampio: Big City Life Tor Bella Monaca (trasformazione profonda) che nasce dal contatto con un’associazione del territorio Tor Più Bella”. Messo alle strette ha concluso, prima di chiedere l’interruzione dell’intervista: “A Tor Bella Monaca non è rimasto nulla del primo anno, è stato un totale fallimento”. La delusione e la rabbia dell'associazione Tor Più Bella: “Potrebbe esserci ancora qualcosa all’interno del Ribalta Festival per l’ultima annualità, il problema è che quello che avrebbe dovuto esserci nel 2017 non c’è stato assolutamente, come la camminata inaugurale tra gli affreschi che non c’è stata, forse perché non ci sono le opere. Abbiamo contattato noi 999 e siamo molto delusi per come sono andate le cose”. L'associazione Tor Più Bella ha chiesto e ottenuto lo svolgimento di una commissione trasparenza in Municipio sull'intera vicenda. Una cosa, tuttavia, il primo anno il Ribalta Festival l’ha prodotta: una mole di fatture pagate dal Dipartimento Cultura e, forse, l’amaro in bocca ai cittadini che ancora aspettano la “musealizzazione” del quartiere. 

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