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Impianto a biomasse di via Prenestina, il Municipio: “Proposta in contrasto con le normative vigenti”

Il Municipio VI ha protocollato le osservazioni “ostative” alla Regione Lazio e agli altri organi competenti rispetto alla costruzione dell’impianto a biomasse di via Prenestina 1280

Immagine di archivio

Il Municipio VI ha ribadito la propria contrarietà alla realizzazione dell’impianto a biomasse di via Prenestina 1280, presentato dall’azienda “Agricola Salone”. Dopo l’approvazione in consiglio municipale del documento presentato dalla maggioranza e senza simbolo, votato all’unanimità, l’assessorato all’ambiente di viale Cambellotti ha protocollato le osservazioni “ostative” in Regione Lazio, a tutti i Dipartimenti del Comune di Roma e agli altri enti che dovranno esprimersi sulla nuova proposta di progetto.
Le osservazioni e il parere negativo del Municipio riportano l’analisi urbanistica e vincolistica, la valutazione ambientale legata agli odori, alla viabilità e al cumulo degli impatti derivanti dalle attività di trattamento dei rifiuti già esistenti, nonché il potenziale rischio di inquinamento in una zona di ricarica delle falde.

Abbiamo chiesto all’assessora Katia Ziantoni, delegata all’ambiente della giunta Romanella, di spiegare nello specifico le azioni messe in campo per fermare la costruzione dell’impianto. “Entrando nel dettaglio della proposta presentata dal privato, l’impianto tratterebbe non solo sfalci e potature, ma la frazione organica, i fanghi e altre tipologie di rifiuti non ammesse, secondo il PRG (Piano Regolatore Generale) e le NTA (Norme di Attuazione Tecnica) vigenti”. Ha aggiunto: “Nella relazione tecnica, infatti emerge chiaramente che il trattamento di 75.000 t/anno di biomasse comprenderebbe 50.000 t di rifiuti organici e solo 25.000 t di scarti verdi, in netto contrasto con le attività consentite in Agro Romano”. 

Ziantoni: “L’impianto può essere autorizzato solo dalla Regione Lazio”

Entrando nel dettaglio delle autorizzazioni, Ziantoni a margine della consegna delle osservazioni ostative ha voluto precisare: “In questo senso la componente organica si rende necessaria, nella digestione anaerobica, per la produzione di biogas e quindi di energia elettrica che sembrano il vero obiettivo del proponente, il quale sulla scorta delle autorizzazioni esistenti (per il trattamento dei soli scarti verdi) ha narrato al pubblico un impianto già fatto che, invece può essere autorizzato solo e soltanto dalla Regione Lazio – ha aggiunto - Per tali ragioni, riteniamo che i pareri già espressi al di fuori del procedimento di VIA/AIA, aperto presso la Regione Lazio, siano da considerarsi nulli in quanti attinenti all’esclusivo trattamento degli sfalci, così come consentito in Agro Romano.”

Per il municipio la modifica dei codici equivale a un nuovo impianto

“Al privato vorrei dire che la modica dei cd CODICI CER (ovvero dei rifiuti trattati) non è “solo una modifica”, ma è un procedimento nuovo a tutti gli effetti che richiede un’istruttoria diversa e non può basarsi sui pareri già espressi dal momento che l’impianto da lui proposto non è contemplato tra le attività previste per la conservazione e la valorizzazione dell’Agro Romano” ha detto Ziantoni. 

Particolare attenzione anche alla vicinanza dell’impianto ai centri abitati e a luoghi di pubblico servizio come le scuole. “Basta osservare la piantina del progetto per capire che abbiamo a che fare con l’ennesimo mostro, calato sulla campagna romana e a ridosso dei nuclei abitativi, che non può rispettare le distanze minime previste nel Piano dei rifiuti. I quartieri di Colle Prenestino e Colle Monfortani, con l’istituto agrario “Emilio Sereni” e l’IC “Maria Grazia Cutuli, si trovano a meno di 1000 metri dall’impianto e non rispettano le distanze stabilite dal Piano Regionale dei Rifiuti”.  Ha concluso: “Il Municipio ritiene questa proposta in contrasto con le vigenti normative e con lo sviluppo sostenibile di questo territorio”. 

Anche l’Unione dei comitati di quartiere ha protocollato le osservazioni ostative

Prima della chiusura del termine relativo alla presentazione delle osservazioni ostative, i comitati del versante si sono messi insieme, formando l’Unione dei comitati e hanno protocollato anche le loro contestazioni. Sono i comitati di Nuova Ponte di Nona, Torre Angela, Belvedere, Associazione di Quartiere Fontana Candida, Villaggio Breda, Torrenova – Tor Vergata, Villaverde, Colle Mattia, Colle Prenestino. 
 

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