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Tor Bella Monaca: a rischio chiusura l’unica libreria del quartiere

Alessandra Laterza a Roma Today: “Mi sono data 60 giorni di tempo per trovare una soluzione, vorrei che la chiusura fosse l’ultima ipotesi da prendere in considerazione”

Foto di Alessandra Laterza

A Tor Bella Monaca la prima, e unica libreria, del quartiere rischia di chiudere a poco meno di due anni dall’apertura. Ma Alessandra Laterza, non ci sta e dal suo “regno” di via Amico Aspertini (dedicato al papà a ad un’amica scomparsa con quale aveva concepito l’idea) ha lanciato un appello perché “Booklet resti presidio culturale e il mezzo necessario per avviare un discorso di socialità ad ampio raggio che includa scuole e associazioni come fatto fino ad ora” ha detto ai nostri taccuini.

Dal maggio 2018 ad oggi, la libreria Booklet di Tor Bella Monaca

Era il 12 maggio 2018 quando Alessandra, nota ormai come “la libraia” ha alzato per la prima volta le serrande del negozio, su strada all’interno del centro commerciale “Le Torri”. Per lo spazio di circa 160 metri quadri diventato spazio di esposizione ma anche luogo di presentazione di libri, incontri e laboratori per bambini, Laterza paga un affitto di 1.900 euro, alla somma si aggiungono poi le spese vive e il debito accumulato con Ama: “Da mesi non prendo lo stipendio proprio per fronteggiare le spese, per resistere e non chiudere” ha spiegato. I libri in vendita a Booklet hanno un prezzo più basso proprio per avvicinare gli utenti alla lettura: “E’ chiaro che ad un prezzo pieno, in un quartiere come questo, sarebbero in pochi a scegliere l’acquisto di un libro piuttosto che di un altro bene” ha aggiunto. 

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60 giorni di tempo per trovare una soluzione

“Nelle scorse settimane, durante una presentazione di un libro di poesie, insieme all’autrice Luigia Luipidi Panarello, ho esposto per la prima volta le difficoltà che sto vivendo” ha commentato e immediatamente intorno alla libreria si è creata solidarietà, anche dalla gente comune perché in tanti passano al negozio per chiedere come poter fornire aiuto. “Ringrazio la presidente del I Municipio, Sabrina Alfonsi, e un gruppo di persone come Cristiana Alicata e Paolo Masini, così come ringrazio la vice ministra dell'Istruzione, Anna Ascani, che pochi giorni fa è venuta a farmi visita” ha detto. L’idea è lanciare un crowfunding per fronteggiare le spese, pagare gli arretrati e continuare a lavorare e soprattutto poter acquistare i libri: “Questo presidio di cultura non può chiudere, lancio un appello affinché ci siano delle risposte concrete anche dalla politica – ha concluso – Mi sono data 60 giorni di tempo per trovare una soluzione, vorrei che la chiusura fosse l’ultima ipotesi da prendere in considerazione”. 
 

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