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Il Pd di Scipioni contesta Orfini: "No a nomi calati dall'alto"

Forti del rapporto con la cittadinanza che li ha eletti e in seguito alla mozione di sfiducia caduta nel vuoto, gli scipioniani: "Si ricandidi il presidente come negli altri territori"

Il veto di Matteo Orfini sul nome di Marco Scipioni alla conferma della candidatura come presidente del Municipio VI, fa scaldare gli animi alle Torri. Così, il pd di Scipioni parte all'attacco: "Si ricandidi il presidente come negli altri territori".
  
A sostenere ancora una volta il nome di Marco Scipioni è quella parte di Pd che Matteo Orfini considera "fuori dal partito", dopo le mancate dimissioni chieste al numero uno di viale Cambellotti a luglio e dopo la mozione di sfiducia caduta nel vuoto lo scorso 1 febbraio.  

"Si ricandidi il presidente come negli altri territori - esordisce Carmine Giammarini, capogruppo Pd di Scipioni - Non siamo cassandre ma con un nome calato dall’alto, il PD qui andrà incontro ad una sonora sconfitta". Inoltre: "Ancora una volta apprendiamo dagli organi di stampa dell’intento di riversare dall’alto candidati in questo ambito - continua Giammarini - Ebbene, tutto ciò connota da se’ un atteggiamento che si può definire in tutti i modi tranne che democratico" sottolinea ancora Giammarini.

"Noi che siamo i rappresentanti eletti del PD riteniamo che questo atto da parte del commissario, se risultasse vero, sia per l’ennesima volta lesivo del rapporto consolidato con la cittadinanza e con la base del partito", aggiunge ancora Giammarini. E muovendo un'accusa precisa, puntualizza: "Dopo tutti gli attacchi pretestuosi e finiti ‘a vuoto’, ora si getta la maschera cercando di consegnare questo territorio  nelle mani di chi evidentemente e’ soltanto piu’ vicino come corrente politica". Una questione di correnti, quindi, che portano Matteo Orfini a non ricandidare Scipioni, secondo il capogruppo scipioniano alle Torri. "E uso il gerundio -afferma - perche’ spero, per il bene del partito che rappresento e per il municipio, che questo tentativo andrà incontro ad un fallimento".

Infine, i dubbi. "C’e’ da chiedersi, dov’è la  strategia politica? E la democrazia? Dove sarebbe il rapporto con la base?", si chiede Giammarini. E in riferimento alle decisioni prese dal presidente del partito democratico, ora, come in passato, aggiunge: "Questo è un atteggiamento che ricorda eventi dittatoriali passati e che, peraltro, porterà il PD alla sconfitta su questo territorio per mancanza di un riconoscimento territoriale del candidato".

Gli scipioniani del Pd, dunque, forti del rapporto con la cittadinanza che li ha eletti, concludono: "Anzichè sostenere chi ha il rapporto con la cittadinanza, reso evidente anche dal sostegno dato al Presidente ed alla maggioranza al momento del voto contrario alla mozione di sfiducia, si cala un nome dall’alto. Questa è l’anticamera per la sconfitta del PD. Denunciamo tutto ciò prima che sia troppo tardi”. 

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