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VI municipio, Orfini sospende dal Pd Scipioni e i consiglieri "ribelli"

Scipioni: "Nel PD di Orfini siamo al pensiero unico e chi non si confà ai disegni dell'autocrate deve essere eliminato in modo da non rappresentar più una minaccia per le esigenze del dittatore"

Una richiesta di dimissioni già nel mese di luglio dello scorso anno che ha avuto un "niet" come risposta dal presidente e dalla giunta, poi la mozione di sfiducia che in consiglio non è passata. Infine, nelle ultime ore, il partito democratico ha deciso per la sospensione. Così il numero uno di viale Cambellotti, Marco Scipioni, gli assessori e i consiglieri "ribelli" sono stati sospesi dal partito.

"Hanno dovuto agire nell'ultimo giorno possibile e di notte per non dover rendere note le loro intenzioni e farci fuori da ogni possibilità di riconfermarci", ha dichiarato Marco Scipioni all'indomani della decisione presa dal partito centrale. "Si è consumata così la pagina più nera della recente storia romana del PD con un'epurazione di massa  che ha colpito chi ha difeso se stesso, le proprie idee e il proprio agire politico", aggiunge il numero uno di viale Cambellotti, nel Municipio Roma VI delle Torri. 

E come già dichiarato in altre occasioni, anche questa volta Scipioni: "Una pagina che ricorda il ventennio fascista e che ci spinge a resistere sempre di più perché le nostre istanze sono quelle di tutti, ovvero quelle di lottare per i propri e gli altrui diritti, tra i quali al primo posto vi è la libertà di scelta, di azione e di pensiero".

Toni molto duri nei confronti di Matteo Orfini, presidente del Partito Democratico: "Qui, nel Pd di Orfini invece siamo al pensiero unico e chi non si confà ai disegni dell'autocrate deve essere eliminato in modo tale da non rappresentar più una minaccia per le esigenze del dittatore".

Su quanto sta avvenendo nei giorni di vigilia alle primarie del centro sinistra: "Oggi il tavolo politico ha preso in carico altre candidature ed ha intrapreso una strada sul solco dei voleri di Orfini. Noi continueremo la nostra battaglia, nel nostro nome e nel nome di chi, prima di noi in questo partito ha garantito la nostra libertà".

"Siamo estremamente indignati per la conclusione amara della nostra vicenda interna al partito e siamo pronti a dar conto di quanto subito in termini di pressioni e di diktat imposti in questi mesi", fanno sapere i consiglieri del PD della maggioranza del municipio VI.

"Abbiamo appreso del blitz notturno ai nostri danni ed è la conferma di tutte le intraprese, davvero degne dei peggiori regimi dittatoriali, messe in atto in questi mesi e stanotte come ultimo atto", tuonano i consiglieri alle Torri. "Noi ci riteniamo nel giusto ed ora riteniamo che sia arrivato il momento di dire a tutti la verità di quanto sta accadendo in questo partito che di democratico non ha più nulla", aggiungono. Infine, concludono: "Pertanto, a breve renderemo pubbliche nelle forme e nei modi che più si riterranno opportune le intimidazioni delle quali siamo stati vittime nostro malgrado". 

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