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Tor Bella Monaca e il Commissariato che non c'è: mancano le strutture e i presidi di sicurezza

Ritorna il problema sicurezza dopo l'aggressione all'agente Yuri in via dei Cochi a Tor Bella Monaca. Il poliziotto migliora ma resta in terapia intensiva

C'è chi la definisce "solita guerriglia urbana", chi invoca una presenza maggiore delle forze dell'ordine, chi non ha voglia di parlare. Il giorno dopo l'aggressione a Tor Bella Monaca le richieste sono sempre le stesse perché tra i palazzoni grigi, nel caldo afoso di una torrida estate quello che manca è la percezione della sicurezza. Un tema assai caro al Ministro dell'Interno Matteo Salvini che a Tor Bella Monaca non ha mancato di presenziare per fare promesse e denunciare lo stato di abbandono.

Lo ha fatto da candidato alle scorse politiche ma da queste parti, dopo l'elezione, il Capitano non si è più visto. Da Tor Bella Monaca però ha voluto iniziare il suo tour nei municipi il nuovo Prefetto di Roma, Gerarda Pantalone, perché in questo quartiere, forse più degli altri, c'è necessità di intervenire. Lo dicono i fatti, lo dicono le coltellate al petto inferte ieri all'agente Yuri intervento in via dei Cochi (una traversa della più nota via dell’Archeologia) per sedare l'aggressione di un marito a sua moglie, poi arrestato con l'accusa di tentato omicidio.

Pietro Maruca, questo il suo nome, racconta anche un'altra storia che risale al 2016 quando suo figlio Manuel, all'epoca diciottenne, perse la vita in un incidente sulla rampa del Grande Raccordo Anulare (nello stesso quartiere) per sfuggire a un inseguimento delle forze dell’ordine. 

Sicurezza: un segnale solo dal Campidoglio con l'invio di nuovi agenti della polizia locale 

A Tor Bella Monaca, in via Parasacchi, dall'altro lato del quartiere, c'è la caserma dei carabinieri ma il commissariato di polizia più vicino è il Casilino, nonostante le richieste di collocare un presidio delle forze di polizia in quartiere sia incessante da anni. Lo ricorda Roberto Morassut, deputato del PD: "Ci battiamo da anni, da quando al governo della città c’era la destra che invocava sicurezza", appoggiato dal PD municipale: "Territorio difficile, aspettiamo l'intervento di Salvini con responsabilità". 

E se nel frattempo dal Campidoglio, nelle ultime settimane, sono state inviate nuove unità nel corpo della polizia locale, con il conseguente ampliamento anche del parco macchine (dieci auto e due motociclette), niente di nuovo almeno per ora su polizia e carabinieri. Già perché "tra il dire e il fare, c'è bisogno di fare" come ha detto Roberto Romanella, il presidente del Municipio VI a RomaToday

"Sono Yuri, perdo sangue": l'allarme e la corsa in ospedale

Nasce l'ipotesi di una caserma dei carabinieri in via Polense

"Tempo fa abbiamo fatto richiesta di un presidio mobile di polizia a Tor Bella Monaca ma non è stato possibile realizzarlo a causa della mancanza di mezzi – ha spiegato il minisindaco che però guarda con fiducia alla visita dei giorni scorsi del nuovo prefetto di Roma – Ha voluto iniziare da qui, comprendendo l'importanza della lotta allo spaccio e questo ci fa ben sperare".

Le richieste di maggiore presidio e più uomini ritornano puntuali ai tavoli dell’osservatorio sulla sicurezza anche con il vice prefetto e intanto si ipotizzano soluzioni perché oltre alla mancanza di uomini e mezzi un'altra causa è da individuare nella scarsità di immobili.

"Vorremmo realizzare una caserma ampia su via Polense, utilizzando parte di un immobile attualmente sequestrato che potrebbe essere acquisito dal patrimonio di Roma Capitale, l'amministrazione non dispone per ora di spazi da mettere a disposizione delle forze dell'ordine". 

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E intanto, le luci dei riflettori sulla vicenda di via dei Cochi si spegneranno nel giro di pochi giorni, i messaggi lanciati dalle bacheche e dai tweet dei politici cesseranno, a Tor Bella Monaca cambierà poco o nulla, ancora una volta il quartiere sarà una passerella pronta per l'uso 'garantita'per tutti. 
 

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