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Nanni lascia il Pd, i suoi ex colleghi: "Non accettiamo lezioni da nessuno"

A replicare è Fabrizio Compagnone, segretario del Partito Democratico VI Municipio

"Dilettanti improvvisati premiati per la fedeltà al capo di turno". Così, con queste parole l'ormai ex consigliere PD alle Torri Dario Nanni ha definito i militanti pd e in parte motivato le due dimissioni dal gruppo dem, approdando di fatti al gruppo Misto di viale Cambellotti. Toni duri e forti quell'ex consigliere comunale prima e municipale poi nei confronti degli ex colleghi di partito. Alle sue accuse ha replicato Fabrizio Compagnone, presidente della commissione trasparenza alle Torri e consigliere pd: "La scelta di Dario Nanni non è condivisibile e con fatica si riesce a comprendere".

"Il PD alle torri è un mix tra esperienza e nuove energie"

"Il Partito Democratico del Municipio VI, dopo anni di lacerazioni e divisioni dovute da personalismi esasperati sta cercando di trovare una conduzione unitaria, volta all’unico ed esclusivo obiettivo quello di essere una vera e propria alternativa politico-culturale in un territorio difficile come quello della periferia Sud-Est di Roma - ha proseguito Compagnone - L’esperienza intrapresa si sta realizzando in un ottimo mix tra esperienze e energie nuove, necessarie a dare la spinta giusta per intraprendere la sfida che ci aspetta". Ha poi concluso: "Il dimissionario, nelle sue affermazioni non fa nomi e cognomi ma, proprio questa sua generalizzazione, ha suscitato tra militanti ed organi del pd municipale, un comprensibile sconcerto perche' chi ha lavorato e ci ha messo la faccia in questi anni, ritiene di non dover  accettare lezioni da nessuno! Auguriamo a Dario Nanni di trovare le risposte che cerca nel suo nuovo approdo.”

"Speravamo che la sua latitanza avesse avuto un altro epilogo"

Alle sue parole hanno fatto eco quelle dell'intera segreteria del PD del VI Municipio che ha usato toni senz'altro più forti: "Come partito locale il capogruppo è stato più volte invitato e sollecitato a prendere parte all’attività politica di zona. Questi inviti sono stati di rado accolti e totalmente ignorati nell’ultimo periodo". Ancora nella nota si legge: "Ci teniamo a sottolineare il fatto che il capogruppo avrebbe dovuto relazionare non solo agli organi dirigenziali la sua attività, ma soprattutto interagire con l’intera comunità democratica che da anni sta svolgendo un duro lavoro per recuperare i pessimi risultati delle ultime amministrative e soprattutto gli strascichi lasciati dalla vecchia dirigenza locale". Infine, Converti, Vasselli, Ciolfi, Bellino e Manotti hanno concluso: "La latitanza, più che il silenzio, del nostro capogruppo speravamo che non avrebbe avuto questo infelice epilogo. Starà agli elettori giudicare questo cambio di casacca del consigliere, ed il lavoro svolto da capogruppo di opposizione".

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