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Ribalta festival e l'estate romana di Tor Bella Monaca: il caso finirà in Procura

L'associazione Tor Più Bella vuole vederci chiaro e annuncia una denuncia ai Carabinieri ed un esposto in Procura. Dario Nanni di Italia in Comune: "Ci rivolgeremo all'autorità giudiziaria"

Un esposto alla stazione dei carabinieri di Tor Bella Monaca e un altro alla Corte dei Conti. Non solo, l’analisi sulla rendicontazione del primo anno del Ribalta Festival è finita anche sulla scrivania del Dipartimento Cultura del Campidoglio, dell’assessore capitolino Luca Bergamo, del presidente Romanella, dell’assessore municipale Gisonda, alla commissione trasparenza di Palazzo Senatorio e a tutti i consiglieri e assessori di viale Cambellotti. L’associazione Tor Più Bella, inizialmente partner di 999 Contemporary per il primo anno di Ribalta Festival, vuole vederci chiaro e vuole capire che posizione, ora, prende la politica tutta. Già perché gli eventi e le attività rendicontate e pagate all’associazione 999 Contemporary e pagate dal Dipartimento nell’ambito dell’Estate Romana, non sono stati effettuati. IL VIDEO

E a Tor Bella Monaca i sentimenti sono contrastanti, tra rabbia, stupore e voglia di rivalsa. In tanti hanno commentato gli ultimi fatti legati alla vicenda “Ribalta Festival” pubblicati nella giornata di lunedì dalla nostra testata. Tra tutti Dario Nanni, capogruppo misto in VI Municipio e coordinatore di Roma e Provincia di Italia in Comune: “Doveva essere un progetto di ampio respiro che avrebbe dovuto riqualificare e rilanciare Torbellamonaca, il più grande quartiere di Roma, dal punto di vista culturale – ha commentato Nanni - Secondo l'inchiesta condotta da RomaToday il Ribalta Festival, progetto previsto all'interno delle attività culturali dell'Estate Romana per gli anni 2017-2019, è servito solo come specchietto per le allodole di un'amministrazione incapace e presuntuosa che non è capace neanche di svolgere le sue funzioni primarie, ossia quelle di controllo”. Ha aggiunto: “Oggi di fronte alla dura realtà che è stata scoperta l'amministrazione grillina è passata dallo sbandierare dell'onestà a balbettare che non sa'. E si perché questo progetto, proprio come riportato tra le sue finalità, ambiva a trasformare Torbellamonaca in un museo. A proposito di ombre e dubbi sul Ribalta Festival: “Ad oggi però l'unico museo di cui ha contezza è quello delle ombre che ha lasciato rispetto alle attività non svolte, aalle ssociazioni coinvolte a loro insaputa, come l'istituto Amaldi che ha smentito ufficialmente e sonoramente il suo coinvolgimento sia logistico che di risorse umane, le fatture pagate a chi smentisce ogni addebito, fino alle associazioni inesistenti. Insomma una vicenda dai contorni oscuri, fatta di affermazioni e di smentite da parte degli stessi diretti interessati, di conti che non tornano, di eventi fatti ma poi non fatti e per la quale vorremmo anche capire oltre alle responsabilità del Governo cittadino quello sempre a 5 Stelle del VI Municipio, il quale oltre a un ruolo di controllo, ha concesso le autorizzazioni per le vere o presunte attività”. Ha concluso: “Proprio per questo chiederò la convocazione urgente della Commissione Cultura e la visione di tutti gli atti riguardanti questo progetto, ma posso già affermare, che visto quanto riportato da RomaToday, molto probabilmente già nei prossimi giorni ci rivolgeremo all'autorità giudiziaria”. 

Dura anche la posizione del PD Roma: “Quando tocca le ferite più profonde di Roma il fallimento a 5 stelle fa ancora più male. A TorBellaMonaca i conti non tornano: grazie all'inchiesta di Romatoday emerge un quadro inquietante su RibaltaFestival tra attività fantasma e partner a loro insaputa” è stato il commento di Andrea Casu affidato alla pagina FB. 

Duro  il commento della Lega in Regione Lazio: “Restiamo basiti da quanto emerso da un’inchiesta giornalistica portata avanti con professionalità e coraggio dal quotidiano ‘RomaToday’ circa l’estate romana che ‘avrebbe’ dovuto svolgersi nel VI Municipio e che, al contrario, è diventata ‘mangiatoia’ per alcuni a discapito di centinaia di migliaia di persone (compresi numerosi studenti) che non hanno potuto usufruire di nulla se non delle solite chiacchiere stavolta pagate profumatamente attraverso dei soldi pubblici” hanno dichiarato il consigliere regionale della Lega, Daniele Giannini, insieme all’ex consigliere del municipio VI (in carica fino al 2016 sempre con la Lega) Emanuele Amici. “La torbida vicenda raccontata con dovizia di particolari nel ‘pezzo’ – hanno continuato – merita senza dubbio due riflessioni: una di carattere procedurale e l’altra di carattere meramente politico. Chi ha autorizzato chi, per esempio, a effettuare attraverso il Dipartimento cultura, una serie di pagamenti anticipati nei confronti di pseudo associazioni culturali senza che queste mettessero in piedi nulla? Qual è stato il ruolo, in tutta la vicenda, della giunta grillina che governa il territorio da oltre due anni? E che peso di intermediazione ha avuto, infine, l’apposita commissione cultura del VI Municipio nonché il presidente Romanella?”. Hanno concluso: “Ci auguriamo che l’attuale opposizione che siede nei banchi di via Cambellotti, segua immediatamente l’iter obbligatorio che occorre seguire in questi casi: ovvero, oltre a una dovuta interrogazione urgente sul caso, anche un immediato esposto alla Corte dei Conti al fine di individuare al più presto i responsabili di questa farsa che ancora una volta ha penalizzato la periferia romana e con sé tutti i cittadini che vi risiedono. Più che musei, oggi, a Tor Bella Monaca, esistono delle facce di bronzo che meritano di essere cacciate al più presto per i danni prodotti”.

Indignazione anche dalle realtà sociali che operano sul territorio della estrema periferia Est di Roma, Tor Bella Monaca. “L’associazione Bella Vera ringrazia TorPiùBella per aver combattuto per rivelare la verità, apprendiamo che sono stati spesi tanti soldi in maniera poco trasparente e soprattutto senza essere destinati al nostro quartiere. Per fortuna ci sono associazioni vere che lavorano con trasparenza e non poca difficoltà per questo territorio. TorPiùBella è una di queste. Ha scoperchiato il vaso di Pandora da sola ed è riuscita da sola a far uscire fuori alcuni dei mali che affliggono Tor Bella Monaca. Dall’associazione ancora: “Il nostro territorio non può essere sfruttato da chi vuol rendere Tor Bella Monaca una passerella o oggetto di marketing. Esigiamo verità e un intervento da parte delle amministrazioni locale e romana”. Hanno aggiunto: “E soprattutto un ringraziamento va alle giornaliste di RomaToday professioniste serie che conoscono bene il territorio e non si fermano davanti a niente pur di raccontare la verità. Se il vaso è stato scoperchiato è anche grazie al loro fondamentale lavoro”. Infine hanno concluso: “Noi abbiamo ben chiaro da che parte stare: dalla parte delle associazioni che non lucrano sul territorio e combattono per migliorarlo. Dalla parte della verità. Dalla parte di Tor Bella Monaca”. 
 

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