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Porta a Porta, il punto dell'assessora Ziantoni: "Entro due mesi andrà a regime"

In ritardo di 60 giorni la consegna dei nuovi kit per la raccolta differenziata

Immagine di archivio

Dall'emergenza rifiuti alla richiesta inoltrata ai ministri Costa e Salvini di inviare l'esercito nella "terra dei fuochi" di Roma Est da parte dell'assessora Ziantoni. Il grido d'allarme dei quartieri del Municipio Roma VI delle Torri passa da viale Cambellotti. E mentre il minisindaco Roberto Romanella batte i pugni sul tavolo del Campidoglio, la delegata all'ambiente

Quando è partita la nuova raccolta differenziata e perché si è scelto il VI Municipio tra i due pilota della città? 
Il nuovo sistema di raccolta è stato attivato gradualmente a partire dal mese di luglio 2018 ed è ancora in fase di estensione. Manca metà versante prenestino e in molte zone i nuovi contenitori sono stati rifiutati dagli utenti, per cui da due settimane si sta rivedendo tutto il censimento e le consegne. Molti cittadini non hanno ancora capito che differenziare non è una scelta, ma un obbligo. Sin dai primi mesi, quando c'era ancora l’assessora Muraro, il Municipio si è sempre battuto con forza perché venisse cambiato il modello che avevamo ereditato, un sistema fallito per tante ragioni e che doveva ripartire dall'analisi del territorio. Puntare sulle periferie e sui territori più difficili è stata e resta una sfida per tutti, una scelta politica prima che aziendale.
 

Quali erano le aspettative della giunta e del suo assessorato rispetto alla nuova gestione dei rifiuti sul territorio?
Le mie aspettative erano e restano quelle di mettere a regime un sistema di raccolta calibrato sul numero delle utenze e delle risorse dell'azienda. Un servizio pubblico non può essere effettuato su segnalazioni o solleciti, deve andare per conto proprio. Mi aspetto un servizio "giusto" ed equilibrato tra azienda e utenti. Significa che gli strumenti messi in piedi devono realmente tracciare e sanzionare sia le inefficienze dell'AMA che i comportamenti scorretti dei cittadini. Significa che una volta rintracciate le utenze fantasma, il Comune deve avere la forza di imporre le regole e far pagare a tutti la TARI. Oggi i cittadini onesti continuano a pagare per tutti avendo in cambio quartieri sporchi e servizi insufficienti. Solo con regole certe il sistema può funzionare e garantire la crescita della raccolta differenziata. Rispetto al tema dei rifiuti, dell'ambiente e all'importanza di differenziare, infatti c'è una grande ignoranza e una mancanza di sensibilità che solo l'applicazione delle regole può colmare.
 

Quali sono i quartieri ancora scoperti dalla nuova pap? 
Si sta ultimando tutta la zona Borghesiana, che va dal lato di Finocchio fino alla Prenestina, si stanno consegnando i nuovi kit a Ponte di Nona Nuova e poi manca ancora Colle Prenestino. La prossima settimana si posizionano i contenitori stradali a Castelverde. Seguono Giardini di Corcolle e Fosso San Giuliano. 
 

Quando pensate possa esaurirsi l'intera copertura del territorio con la nuova pap? 
Entro due mesi tutto dovrebbe andare a regime. 
 

Perché la nuova raccolta è in ritardo?
Un mese di ritardo è stato accumulato dagli scioperi dell'Ama legati all'approvazione del bilancio. A questo si aggiunge la mancata consegna dei nuovi kit in molte utenze che hanno rifiutato i nuovi contenitori. Circa 3 mesi fa abbiamo segnalato sia alla progettazione AMA che al Gabinetto del Sindaco la negligenza di alcuni operatori nel rintracciare subito queste situazioni e comunicarle. L'AMA, infatti non può certamente sostituirsi alla polizia, ma ha l'obbligo di comunicare queste situazioni. Ci aspettiamo la lista di questi utenti.
 

Siete soddisfatti della pap? 
Non siamo soddisfatti. Anche per le utenze non domestiche, a dicembre abbiamo inviato ad AMA una diffida con la quale si denunciava la mancata copertura di molte attività commerciali che continuano a portare per strada i propri rifiuti. 
La situazione promiscua in molte zone di nuova attivazione inoltre impedisce la tracciabilità di tutte le utenze necessaria per far funzionare il sistema e questo è inaccettabile. Con il nuovo responsabile di zona, che ci è stato assegnato da poco, abbiamo ripreso tutte le aree e alcuni quartieri sono già andati a regime, ma c'è ancora da fare. Molto viene lasciato alla buona volontà degli operatori perché l'accentramento dell'AMA non aiuta il controllo e la gestione capillare dell'azienda. Per questa ragione anche la logistica sul territorio è fondamentale. Ci sono delle novità su questo perché crediamo che avere gli operatori sul territorio sia un enorme vantaggio.
 

Qualcosa sarebbe stata gestita diversamente con il senno di poi?
Francamente finché non si è in grado di controllare l'azienda (nuovo contratto di servizi ancora sospeso) e di rilanciarla (nuovo piano industriale sospeso), molti sforzi cadono nel vuoto. Tra qualche giorno gli operatori partiranno direttamente dal territorio e allora vedremo se migliorando le condizioni di lavoro e accorciando le distanze si avranno degli effetti positivi. Quello che lamentiamo alla centralità è l'inasprimento delle sanzioni per chi non differenzia, il mancato aumento degli accertatori AMA e l'assenza di nuclei ambientali della polizia municipale insufficienti e comunque inefficienti dal punto di vista del controllo ambientale.
 

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