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La scuola è senza aule: scontro tra municipio a 5 stelle e genitori

I genitori: "Adesso che sono al governo attaccano i cittadini pur di nascondere la responsabilità"

Sono trascorsi circa 40 giorni dall’inizio dell’anno scolastico e i bambini che frequentano l’istituto di piazza Muggia a Nuova Ponte di Nona sono ancora senza aule, seguono le lezioni nella mensa e nella sala teatro e durante i primi giorni non avevano neppure le sedie: ne mancavo per l’esattezza 25 su 50. Ma questo per il Municipio VI sembra un problema secondario rispetto all’intoccabile privacy delle stanze del potere. Vediamo perché.

Dalla protesta alla riunione: la storia della scuola di piazza Muggia

Mancavano pochi giorni all’inizio della scuola quando i genitori, con i figli al seguito, hanno messo in piedi una protesta pacifica nel piazzale antistante il municipio vi in viale Cambellotti (qui la notizia). Era il 9 settembre e in quella occasione i piccoli alunni avevano indossato una maglietta con la scritta “Non c’è posto per me”. Una storia come tante quella della scuola di piazza Muggia: una struttura che non ha posto per tutti gli iscritti ed è costretta, in attesa di interventi adeguati, a rimediare soluzioni alla buona per consentire che tutti possano andare a lezione nonostante il problema fosse stato già abbondantemente sollevato a tempo debito.

Nella stessa mattina, dopo aver invocato a gran voce un incontro, una delegazione di genitori insieme alla preside, viene fatta salire e viene svolta una riunione. Quel giorno le mamme dichiararono al nostro giornale: “Ci hanno vietato di registrare. Avremmo voluto condividere con gli altri genitori rimasti giù lo svolgimento della riunione ma ce l’hanno impedito”. Un “divieto” che non ha trovato la comprensione delle mamme che pur senza riprendere l’intero incontro hanno registrato un video di cinque secondi. 

Il video di cinque secondi che i grillini non hanno gradito

Il video riprende una carrellata dei presenti seduti al tavolo, tutti maggiorenni (la scarsa qualità rende difficile anche il riconoscimento dei volti), tra cui parte della giunta Romanella, i rappresentanti dei genitori. Le riprese sono state poi trasmesse nella stessa giornata dal TG3 Lazio all’interno di un servizio dedicato alla mancanza delle aule a piazza Muggia. Una diffusione che la giunta a cinque stelle però non ha gradito e in una lettera inviata (nell’ordine) al Ministero della Pubblica Istruzione, alla RAI, all’ordine nazionale dei giornalisti, all’ordine regionale dei giornalisti e per conoscenza alla scuola “Giuseppe Impastato” (piazza Muggia) invoca le “sanzioni disciplinari del caso”. Il documento è firmato dal presidente del Municipio (Romanella) e dell’assessore alla trasparenza (Romanelli).  

La “signora infiltrata” è mamma e rappresentante dei genitori

Nella lettera che noi di Roma Today abbiamo potuto leggere e che ha per oggetto: “Utilizzo nell’edizione del TG3 di un video effettuato senza preventiva autorizzazione nella sala della Giunta del Municipio VI”, si parla di “comportamento scorretto e di esplicito trattamento dei dati personali” di video “privo di permessi e furtivamente girato”. Non da ultimo viene riportato il nome di una mamma che la giunta ritiene “una signora infiltrata nella delegazione” che “presumibilmente è l’autrice del video”. Stando a quanto risulta, invece, la signora citata è, non solo madre di un bambino che frequenta la scuola e che non ha l’aula, ma è anche rappresentante dei genitori. Raggiunte dal nostro giornale le mamme hanno spiegato: “Assurdo, è un luogo pubblico e la durata del video è inferiore ai 30 secondi”. 

Nanni: “Sono passati dall’invocare lo streaming alla richiesta di censura”

Oltre lo stupore non è mancata la polemica: “Coloro che in passato accusavano gli altri di mancata trasparenza e che hanno fatto dello streaming e della partecipazione attiva un vessillo della politica, adesso che sono al governo attaccano i cittadini pur di nascondere la responsabilità della loro inefficienza – ha detto il consigliere municipale Dario Nanni – Esprimo la mia solidarietà alla preside e ai genitori per gli attacchi ricevuti.  
 
 

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