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Tor Vergata, 24 famiglie prossime allo sgombero: "Qui vivono persone oneste"

Trenta giorni. E' questo il tempo che resta a 24 famiglie per trovare una nuova casa perché il 19 agosto saranno sgomberate da appartamenti in cui vivono da anni

Uomini, donne, bambini ma anche disabili e anziani. Sono loro gli inquilini di via Alberto Fassini ai civici 12 e 14, nel quartiere Tor Vergata del Municipio Roma VI delle Torri. Sono stati raggiunti da un avviso di sgombero: il 19 agosto saranno "messi alla porta". Meno di un mese quindi per trovare una soluzione, un nuova casa e soprattutto per rivendicare il diritto di continuare a vivere negli appartamenti di cui hanno coperto sempre le spese. 

LA STORIA - "Il proprietario delle palazzine - spiegano i residenti - è stato condannato per diversi reati, tra cui anche l'evasione fiscale, i suoi beni quindi sono stati sequestrati, poi la confisca di due appartamenti di via Fassini". A questo punto: "Così noi abbiamo stipulato un nuovo contratto di affitto della durata di 4 anni + 4 con l'ente statale". La scadenza del nuovo contratto è fissata, per i primi 4 anni al 31 dicembre del 2017. Succede però che nonostante gli inquilini di via Fassini abbiano pagato sempre il canone di locazione, compreso quello di agosto tra l'altro e tutte le spese mensili, "entra in ballo l'antimafia perché il proprietario è stato inquisito nuovamente, quindi, i nostri contratti - raccontano i residenti - sono stati dichiarati decaduti e lo scorso 19 luglio ci hanno avvisati della data dello sgombero che avverrà il 19 agosto". 

LE TESTIMONIANZE - E' tanta l'esasperazione tra i residenti di via Fassini. Qui vivono 24 famiglie, oltre a uomini, donne e bambini anche disabili e anziani. E dalle finestre e dagli ingressi degli stabili campeggiano lenzuola con scritte: "Qui vivono persone oneste", "Vogliamo difendere i nostri diritti", "State lontani dalle nostre case" e ancora "Qui c'è la nostra vita". Ed è proprio così. Ai civici 12 e 14 di via Fassini ci sono persone che vivono qui da oltre 50 anni, altri che qui sono cresciuti hanno messo su famiglia, altri ancora vivono con nipoti minori rimasti orfani di madre, disoccupati. "Non sappiamo cosa fare, siamo disperati", è proprio la disperazione, infatti, il sentimento che si legge negli occhi di chi tra pochi giorni sarà "sgomberato" e non ha un'alternativa. La certezza che li unisce è: "Combatteremo fino alla fine, da qui non ce ne andiamo", perché "Se anche tra noi ci fosse chi non ha pagato perché non intimarci lo sfratto ma direttamente comunicarci la data dello sgombero?". Le voci sono tante in via Fassini e a parlare sono i residenti storici: "Vivo qui da oltre 50 anni, ne ho 72, sono vedova, non ho nessun sostegno, che fine farò? Dove mi porteranno? Quando ho bisogno di qualocsa qui ci sono gli altri inquilini, ormai siamo diventati una grande famiglia. Mi sento offesa e indifesa dallo Stato e sono una cittadina italiana". Un'altra residente con una sorella disabile: "Mancano pochi giorni alla data di scadenza, il 19 agosto ci sgomberano, dove andremo? Non riusciamo a trovare una nuova sistemazione in tempi così stretti". Ancora: "Ci sembra di vivere una situazione surreale", continua un altro residente. 

IL MUNICIPIO - Intanto durante la seduta del consiglio del Municipio Roma VI delle Torri dello scorso giovedì, il capogruppo del centrodestra Nicola Franco (FdI) ha presentato una mozione poi approvata all'unanimità per chiedere la sospensione del provvedimento. "Questo è un problema sociale non solo della città di Roma ma anche del Municipio perché dal 19 agosto 24 famiglie rischiano di finire per strada  - dichiara Nicola Franco che anticipa - Se non otterremo delle risposte durante la prossima seduta del consiglio prevista per l'11 agosto siamo disposti ad occupare l'aula insieme ai cittadini".

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IL CAMPIDOGLIO - Tra i residenti, un rappresentante insieme ad una delegazione, il 1 agosto ha protocollato in Campidoglio una richiesta per chiedere un incontro alla sindaca Virginia Raggi così da provvedere a trovare una soluzione, sottolineando la disperazione generale. Nella mattina di oggi, il rappresentate degli inquilini è tornato in contatto con il Campidoglio: "Ci è stato riferito da un incaricato della sindaca che lei non può fare niente perché una cosa è il Comune di Roma, l'altro lo Stato". Una risposta che ha gettato ancora di più nello sconforto i residenti: "Che cosa dobbiamo fare? Metterci in strada con i materassi? Abbiamo confidato in lei, sperato in lei e invece siamo stati trattati così". 

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