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Tor Bella Monaca, atti vandalici al centro antiviolenza "Marie Anne Erize". Catallo: "Non ci fermiamo"

La presidente del centro: "Non ci facciamo spaventare da questi vili attacchi andiamo avanti per la nostra strada"

Abiti da sposa buttati a terra e calpestati da scarpe e sedie, armadi e librerie svuotati e una cassettiera scomparsa. E’ questa la scena che si è trovata di fronte Stefania Catallo, presidente del centro antiviolenza Marie Anne Erize di Tor Bella Monaca nella mattina di domenica 18 giugno quando si è recata presso la struttura in attesa della Croce Rossa a cui avrebbe consegnato di lì a poco indumenti e tessuti ricevuti da un donatore. 

"Quando sono arrivata dinanzi la porta di ingresso – ha raccontato Stefania Catallo a RomaToday – ho notato il lucchetto aperto e ho pensato che si fosse trattato della dimenticanza di qualcuno". I locali di via Amico Aspertini 393, infatti, oltre ad essere la sede del centro antiviolenza, ospitano anche l’associazione “Civitas”. "Dopo pochi istanti mi sono accorta della gravità della cosa – ha continuato – la nostra collezione di abiti da sposa, capi vintage donati da tante donne che amano questo centro, erano stati buttati a terra, sopra sono state messe le sedie e gli abiti sono stati anche calpestati". I pezzi, unici nel loro genere, fanno parte della sartoria solidale che Catallo ha messo in piedi e che coinvolge donne impegnate in piccoli lavori di sartoria, abiti che a luglio avrebbero dovuto sfilare al MaXXi.

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"Dai locali è stata sottratta una cassettiera – ha continuato Catallo che ha poi riferito ai carabinieri di Tor Bella Monaca quanto accaduto – oltre quello non è stato portato via nulla, pertanto, sembra strano possa trattarsi di una violazione per furto, crediamo si tratti di atti vandalici e di intimidazioni". 

Neppur e questo ha fermato le donne del “Marie Anne Erize” che negli anni si sono contraddistinte per tante lotte, una fra tutte la battaglia per ottenere la sede in cui lavorano e che il Municipio ha posto sotto sfratto: “Non ci facciamo spaventare da questi vili attacchi – ha concluso Catallo – andiamo avanti per la nostra strada”. 

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