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Roma Est: il Municipio VI dice “No” al nuovo impianto a biomasse. Ziantoni: “Dal privato affermazioni mendaci”

Approvato all’unanimità il documento presentato dalla maggioranza per chiedere alla giunta di fornire osservazioni ostative alla realizzazione del progetto

Il Municipio VI ha detto “No” al nuovo impianto a biomasse che dovrebbe essere realizzato sulla via Prenestina, tra i quartieri Colle Prenestino e Colle Monfortani. Il documento, presentato dalla maggioranza a cinque stelle in assemblea consiliare (dopo un passaggio propedeutico in commissione ambiente), è stato votato all’unanimità da tutte le forze politiche impegnando sia il presidente del Municipio che l’assessora competente a fornire parere ostativi al prosieguo dell’iter. Non solo, anche di intraprendere qualsiasi azione necessaria per salvaguardare l’Agro Romano.

Assemblee pubbliche e petizioni per dire “no” all’impianto

“Siamo contrari perché l’impianto sorgerebbe troppo vicino a case, scuole” e ancora “Siamo assolutamente contrari”, “Sarà battaglia”. Queste alcune delle prime reazioni alla diffusione della notizia avvenuta nelle scorse settimane da parte di cittadini e comitati di quartiere che fin da subito hanno dimostrato contrarietà netta rispetto al progetto anche avviando una raccolta firme per di “No” al nuovo impianto (Nuova Ponte di Nona). A questo hanno fatto seguito due assemblee pubbliche: una in municipio per ascoltare le rimostranze di tutte e un’altra a Colle Monfortani organizzata dal comitato di quartiere. Nella mattina di giovedì il voto in aula ha sancito il “no” definito anche da parte del Municipio VI: “Insieme all’Assessorato all’Urbanistica siamo già a lavoro per completare la relazione che sarà inviata sia al Dipartimento Ambiente del Comune di Roma come integrazione a quanto già espresso, sia all’ufficio VIA (valutazione di impatto ambientale) della Regione Lazio” ha detto Katia Ziantoni, assessora all’ambiente del parlamentino di viale Cambellotti. 

L’impianto a biomasse di Agricola Salone 

Nei giorni scorsi, la società, attraverso Roma Today, aveva spiegato: “Agricola Salone, ha sviluppato un progetto – tra l’altro già autorizzato nel 2018 da Roma Capitale - per la realizzazione di un impianto per il trattamento delle biomasse agricole attraverso la pratica del compostaggio. L’impianto tratterà soprattutto scarti agricoli come potature, sfalci, frutta, verdura e fiori provenienti dalle coltivazioni dell’azienda stessa, e solo in parte biomasse di natura organica”. Da quanto si apprende, la società Salone era stata autorizzata, nel 2014, al trattamento di biomasse provenienti dall’attività agricola. “Si tratta cioè di attività assimilabili, per un cittadino, al compostaggio domestico e strettamente connesse alla vocazione agricola così come previsto da PRG vigente. Nella stessa direzione andava l’autorizzazione, rilasciata nel 2018 dal Dipartimento Attività Produttive del Comune di Roma, per la costruzione di capannoni e tettoie destinate alla cd coltivazione dei fiori recisi” ha aggiunto Ziantoni.

Dall’assessorato all’ambiente: “Dall’azienda dichiarazioni mendaci e offensive”

“Nel 2019 la società agricola ha depositato, presso la Regione Lazio, un progetto per l’autorizzazione di un impianto industriale da 75.000 t/anno con modifica sostanziale dei cd codici CER che consente il trattamento di biomasse provenienti da soggetti terzi – ha continuato la delegata all’ambiente - Questo aspetto è soltanto uno dei dettagli più raccapriccianti della vicenda. Basti pensare, infatti che l’impianto sorgerebbe tra due centri abitati ormai consolidati, Colle Prenestino e Colle Monfortani, a meno di 1000 metri da case e da luoghi cd sensibili come l’istituto agrario Emilio Sereni e l’IC Maria Grazia Cutuli – infine - Ritengo pertanto le dichiarazioni del privato rispetto ad un progetto già fatto non solo mendaci, ma offensive per i cittadini che ben comprendono la volontà chiara di fare profitto a spese di un territorio già gravemente compromesso dal polo industriale di Rocca Cencia. Come anticipato già in commissione le osservazioni saranno inviate come informativa alla Procura della Repubblica per tutti gli ulteriori accertamenti”. LA REPLICA DELL'AZIENDA
 

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