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Torna l'insediamento abusivo nel "fosso" di Torre Spaccata

FdI interroga il Municipio. Tassi: "Il terreno è privato"

Sono comparse nuove baracche qui a Torre Spaccata, nel terreno compreso tra viale Palmiro Togliatti e il centro sportivo Augustea. Durante lo scorso mese di luglio un incendio di vaste dimensioni ha interessato la zona costringendo alla fuga i baraccati accampati qui da tempo: circa 60 persone, tra cui donne e bambini, si sono allontanati dall’insediamento. Qui i terreni hanno continuato a fumare per giorni e in quella notte dell’8 luglio una coltre di fumo densa ha raggiunto molti quartieri, anche lontani, fino alla zona di San Giovanni. Dopo un sopralluogo anche da parte della commissione parlamentare di inchiesta sulle periferie nulla è cambiato in questo terreno, anzi, i baraccati sono tornati all’ombra di qualche lamiera.

L’interrogazione del gruppo Fratelli d’Italia

A chiedersi quali siano le azioni intraprese fino ad ora e cosa si intenda fare per risolvere il problema in maniera definitiva è la consigliera Pamela Strippoli del gruppo FdI. “Abbiamo ascoltato le istanze dei cittadini – ha spiegato Strippoli – ai quali sono state fatte solo promesse che non hanno avuto seguito”. Da qui l’interrogazione in Municipio: “Vogliamo sapere se sono state intraprese delle azioni legali nei confronti dei proprietari dell’area a meno che non risulti del Comune – ha spiegato la consigliera - quali provvedimenti sono stati messi in atto e soprattutto quali provvedimenti ha intenzione di prendere la giunta Romanella per garantire la sicurezza dei cittadini”.

“Il terreno è privato”

“Sappiamo che il terreno è privato – ha spiegato a Roma Today Fabrizio Tassi, presidente della commissione ambiente del Municipio Roma VI – abbiamo chiesto al Dipartimento di preparare dei preventivi per la bonifica di questa come di molte altre aree, i preventivi sono pronti e si dovrà partire con le operazioni di bonifica che dovrà fare Ama”. Ad ogni modo Tassi ha spiegato la proceduta in caso di terreno privato: “In questa circostanza si procede “in danno”, questo vuol dire che prima si fa la bonifica e poi si chiede il pagamento al proprietario dell’area a meno che questo non dimostri che non ha colpa”. Ha concluso: “A questo ci penseremo dopo, a noi ora interessa pulire questi terreni”. 

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