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Torre Maura si mobilita per Casa Calda: "Altro che centro per rom, qui sono a rischio il parco e gli spazi sociali"

Appuntamento sabato 6 aprile alle 9 per ripulire il parco

Mentre l’attenzione mediatica è puntata sulle proteste contro il centro di accoglienza per i rom, Torre Maura si mobilita per difendere l’ambiente e gli spazi sociali del parco di Casa Calda. I cittadini si sono dati appuntamento per le nove di sabato 6 aprile, di fronte ai casali di via di Casa Calda, a poco più di dieci minuti di tragitto a piedi dal luogo delle proteste dei giorni scorsi. Armati di attrezzi, palette e rastrelli, puliranno tutti insieme il parco di Casal Calda e in particolare l’area attorno alla torre, dove spesso vengono abbandonati rifiuti ingombranti e calcinacci. Poi sarà la volta di un momento di “convivialità collettiva”, con tanto di musica e cibo per stare insieme.

Promotori dell’iniziativa la cooperativa Assalto al Cielo, che gestisce i casali, il centro sociale anziani Casa Calda, il coordinamento popolare contro la cementificazione a Casa Calda, e le associazioni Sentiero Verde e Orti popolari urbani. “Una mobilitazione contro il degrado ambientale e cultura nel parco di Casa Calda e di Torre Maura”, la definizione utilizzata dagli organizzatori, da anni in campo per la difesa dell’area verde. La mobilitazione si è riaccesa nelle ultime settimane con la diffusione della notizia, pubblicata sulle pagine di Romatoday, che a distanza di oltre quarant’anni dall’esproprio, gli otto ettari di verde stanno per tornare di proprietà del Capitolo della Basilica di Santa Maria Maggiore. L’ente ecclesiastico, che possiede anche le aree adiacenti per un totale di circa 33 ettari di terreno non ancora edificato, sta infatti completando l’iter di ‘retrocessione’, istituto giuridico che un privato può avanzare qualora a seguito di un esproprio per pubblica utilità le istituzioni pubbliche non utilizzino lo spazio. Il parco di Casa Calda non è più del Comune di Roma.

Né il Campidoglio, né il municipio sanno dire se riusciranno a restare attivi il centro anziani che sorge nel perimetro del parco e i casali dove oggi vengono svolte diverse attività sociali. Martedì il consiglio ha approvato all'unanimità una mozione per impegnare il presidente Giovanni Boccuzzi e la sua giunta ad attivarsi presso il Campidoglio ai fini di un nuovo esproprio per pubblica utilità. “Il Comune ha speso circa un milione di euro per ristrutturare i casali mentre al centro anziani sono iscritte 1200 persone”, la denuncia di Sergio Scalia, ex consigliere comunale e tra gli animatori del Coordinamento popolare contro la cementificazione del parco. “Mentre l’attenzione è concentrata sulle proteste, nel silenzio rischiano di chiudere l’unica area verde e gli unici spazi sociali a disposizione del quartiere. Spero che il Comune, prima di completare defintivamente questo iter, prenda in considerazione questa situazione”, conclude. “Esiste un’altra Torre Maura che è pronta a mobilitarsi per la cura dell’ambiente e contro il degrado del parco”, aggiunge Maurizio Falessi, presidente della cooperativa Assalto Al Cielo. “Abbiamo invitato anche il municipio. Per noi il Parco di Casa Calda è il territorio in cui viviamo ed è un bene comune”.

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