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Torre Spaccata, sgomberate due baraccopoli: ruspe alla "buca" e in via di Torre Spaccata

Si tratta della baraccopoli all'interno del "fosso dell'Augustea" e della baraccopoli in via di Torre Spaccata

Sono stati sgomberati nella mattina di mercoledì i due insediamenti abusivi a Torre Spaccata: le ruspe hanno distrutto prima le baracche costruite all’interno del “fosso dell’Augustea” a ridosso di viale Togliatti (già colpite da un incendio durante il luglio dello scorso anno) e poi quelle in via di Torre Spaccata (sgomberate già nell'ottobre dello scorso anno). Al loro arrivo gli agenti della polizia locale e gli uomini del commissariato Casilino hanno trovato la prima baraccopoli vuota, nella seconda invece gli abitanti sono risultati meno di dieci e sono stati identificati dalle forze dell’ordine: tra loro solo uomini, ne donne ne bambini.

Sul posto anche una delegazione istituzionale, oltre agli assessori Filipponi e Romanelli presente il presidente del Municipio e Alberto Ilaria, presidente del consiglio di viale Cambellotti. Lui ai nostri taccuini ha spiegato: “Abbiamo riconsegnato ai legittimi proprietari i beni che erano stati occupati – ha continuato Ilaria – adesso spetta a loro la bonifica dell’area con relativa custodia del bene”. Non solo, i proprietari dei terreni avranno quindici giorni di tempo per procedere alla bonifica dell’area, pena il pagamento di una multa il cui importo può oscillare dai 5mila ai 25mila euro. E a vigilare affinché questo avvenga non ci sarà solo il Municipio ma anche il comitato di quartiere, come fatto fino ad ora: “Auspichiamo che dopo la bonifica vengano messe in atto le condizioni necessarie affinché questi terreni non vengano più occupati”.

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Intanto, Associazione 21 luglio ha ricordato che proprio all’interno della baraccopoli del “fosso dell’Augustea” viveva la famiglia della piccola Cirasela, la bambina rom ferita gravemente alla schiena nel luglio scorso con un fucile ad aria compressa. A Roma Today Carlo Stasolla, presidente di Associazione 21 luglio ha commentato: “Dalla presentazione del Decreto Salvini stiamo assistendo sulla città di Roma ad un'impennata degli sgomberi forzati che riguardano le comunità rom. Basti pensare che solo nelle ultime due settimane sono stati ben 8 gli sgomberi di insediamenti informali. Sgomberi tutti al di fuori delle garanzie procedurali previsti dal Comitato per i Diritti Economici, Sociali e Culturali delle nazioni Unite” ha concluso.

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