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Torrenova: tutto pronto per la metro C ma la mobilità resta un rebus

La fermata servirà un bacino d'utenza notevole ma a pochi giorni dall'apertura la riorganizzazione del trasporto di superficie è ancora in alto mare

Che ne è stato del progetto di prolungare la linea A con una metropolitana leggera fino alla Casilina? E ancora: quale futuro per il vetusto trenino Giardinetti? La meritata pensione o un prolungamento verso sud-est fino all’Anagnina? Alla vigilia dell’apertura della tratta Pantano-Centocelle sono molte le domande senza risposta sul fronte della mobilità nell’area di Torrenova.

Di certo c’è che sabato 11 ottobre la nuova stazione di Torrenova - l’unica tra quelle situate in superficie, ad aver mantenuto l'originario aspetto architettonico dei tempi della Roma-Pantano - aprirà finalmente i battenti. L’attesa è tanta ma le preoccupazioni non mancano. 

A CHI SERVIRA' - Con un bacino di utenti stimato tra la frazione di Torre Angela, a nord della Casilina, e il dedalo di strade che si estende tra via di Tor Vergata e viale della Sorbona, giù giù fino alla Romanina, la nuova metro sarà indubbiamente una manna dal cielo per i tanti pendolari che fanno la spola tra l’estrema periferia est e questa parte di città. Ma al netto dei discorsi sull’esiguità della tratta e sulla mancanza di nodi di scambio con le metro A e B, ne usufruiranno anche i non pochi viaggiatori che ogni giorno si spostano in direzione centro. Come Emma, che vive a Torre Angela e lavora a Centocelle. Da anni prende la linea 105, oppure il 106 fino al capolinea del trenino Laziali. "Arriverò a lavoro in dieci minuti, mentre ora ne impiego una trentina, quando va bene". 

PRO E CONTRO - Stesso discorso per una giovane residente di Tor Vergata impiegata al Centro Commerciale Casilino. "È più rapida, più comoda, e sopratutto eviterò di aspettare l’autobus su una banchina che non esiste". In effetti le fermate della Casilina, hanno per lo più l’aria di essere lì pro-tempore con gli utenti ammassati su marciapiedi sottilissimi in balia del sole e della pioggia. E quando va bene c’è la palina del bus stop ad indicare il tragitto. Secondo Bruno Aurizi del comitato Torrenova Tor Vergata la nuova metro potrebbe comunque dare un po’ di sollievo alla mobilità nel quadrante. "Mi aspetto qualche miglioramento sul versante del traffico su via Casilina e qualche viaggiatore in meno sulla linea A che oggi è spesso sovraffollata. Ma è chiaro - osserva - che si tratta di un’opera la cui utilità va vista in prospettiva".

I CRITICI - Non mancano ovviamente le voci critiche. "La userò spesso? Penso proprio di no - afferma un ragazzo sulla 30ina. - Per arrivare a Termini sarà di fatto un doppione del 105 e del trenino Laziali, ma si fa molto prima a raggiungere la fermata Anagnina". E poi c’è anche chi senza conducente non sale. Il sistema driverless? "Non mi fido - ci spiega una signora - aspetto che facciano un collaudo fatto bene, diciamo pure un paio di anni, poi ci penso".

REBUS MOBILITA’ - Un nodo che meriterebbe maggiore approfondimento è il collegamento tra la vicina stazione Anagnina, l’Università di Tor Vergata e la fermata di Torrenova. Attualmente il tracciato è coperto dalla linea urbana 046 che però nelle ore di punta ha una frequenza di ben 18 minuti, e dall'ottima linea 20 Express. Potenziare ulteriormente questi collegamenti potrebbe significare molti utenti in più sui convogli della linea C. Tanto più che la linea potrebbe tornare utile anche a molti abitanti di Romanina, a cui vanno aggiunti i numerosi pendolari che lavorano nei centri commerciali dell’hinterland. 

DA ANAGNINA A TORRENOVA - Tanto è vero che l’ipotesi di collegare le metro A e C è stata formulata più volte anche da Comune e Roma Metropolitane. Parliamo ovviamente del progetto di prolungamento della linea A fino a Torre Angela con una metropolitana leggera. Una vecchia idea recentemente rispolverata anche dall’Assessore all’Urbanistica Giovanni Caudo. Di opinione diversa l’Assessore alla mobilità Guido Improta che nel maggio scorso, intervenendo a un convegno sulla mobilità, proponeva "una soluzione per la connessione su ferro per la zona di Tor Vergata (Policlinico ed università) dando un nuovo ruolo alla ferrovia concessa Roma-Giardinetti". Un progetto che complessivamente prevedeva anche un prolungamento a sud fino ad Anagnina ed a nord-est passando per Tiburtina, Prati Fiscali e via Ugo Ojetti,di cui però si sa ancora poco o nulla. 

VIABILITA’ - Anche sul fronte decoro e viabilità non mancano le preoccupazioni. Un esempio è quello di via Antonio Ingegnoli, dove "l’illuminazione pubblica è completamente assente e c’è da sempre un problema di parcheggi", ci spiega il comitato di quartiere. In via Macchi, invece, "mancano i guard rail e la manutenzione della strada non viene svolta né dal Municipio né dal Comune".

IL PRU TOR BELLA MONACA - Altre criticità potrebbero sorgere in futuro con la realizzazione del PRU di Tor Bella Monaca, che a dispetto del nome significherà 270 mila metri quadri di cemento in più nell’area a ridosso di via di Torrenova. Una buona fetta dei 65 milioni di euro previsti come opere di compensazione saranno infatti investiti per interventi di viabilità, ma resta da capire se e come le nuove edificazioni saranno servite dai mezzi pubblici.  

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