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Nuova Ponte di Nona ci riprova e avvia una petizione: “Eliminate il pedaggio autostradale”

L'appello è rivolto al Ministro delle Infrastrutture Toninelli

“Il pagamento del casello autostradale per raggiungere le aree urbane della nostra città non è giustificato se non per lucrare in particolar modo sui numerosi residenti del quadrante est di Roma”. Nuova Ponte di Nona parte da qui, da questo assunto per ribadire ancora una volta a gran voce l’eliminazione del pedaggio autostradale A24. 

“Quando mi sono trasferito in questo quartiere, undici anni fa, il pedaggio aveva un costo di 70 centesimi, ora ammonta a 1.40 non è più sostenibile” ha spiegato il neoeletto presidente del comitato di quartiere Nuova Ponte di Nona, Dario Musolino, che da tempo si batte per l’eliminazione del pedaggio e che durante lo scorso mese di ottobre ha anche preso parte alla protesta dei sindaci dei comuni afferenti A24 e A25 a Porta Pia. La delegazione dei “primi cittadini” ha chiesto il ripristino dell’importo prima dell’ultimo aumento di gennaio e un incontro con il Ministro delle Infrastrutture Toninelli. 

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A Nuova Ponte di Nona, già scenario di proteste e polemiche per i rincari del pedaggio negli ultimi tempi, sono tante le domande che i cittadini continuano a porsi e che il comitato di quartiere porta all’attenzione del Ministro Toninelli attraverso un appello. “Perché dobbiamo pagare per muoverci dentro la città? Perché per muoverci dentro la città dobbiamo pagare una tariffa di montagna?”. E ancora “Perché alcuni cittadini romani non pagano fino al GRA e noi si? Perché vengono penalizzate le estreme periferie ad est di Roma oltre il GRA?”. Infine: “Perché in 10 anni le tariffe sono aumentate anche del 100%. Ad esempio per il pedaggio di Ponte di Nona 0.70 € (2007) ed oggi 1.40 € (2018)?”. Tuttavia, nell'anno 2016 lo stesso Movimento Cinque Stelle, oggi al governo della città così come del Paese, definiva una "discriminazione" il pagamento del pedaggio per i residenti dello stesso comune.

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