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Prato Fiorito, ancora chiuso il polifunzionale costruito 4 anni fa. Il consorzio: “Presenteremo esposto alla Corte dei Conti”

Questa volta, a far slittare l’apertura del centro è un adeguamento all’impianto antincendio (che sette anni fa non era previsto)

Centro polifunzionale - Via Lascari

Si aggiunge una nuova puntata a quella che a tutti gli effetti è diventata una soap opera: il collaudo, la consegna e l’apertura del centro polifunzionale di via Lascari a Prato Fiorito. Siamo nella periferia est del versante Prenestino, al municipio VI, a poca distanza dal più noto quartiere Ponte di Nona: nel mezzo del nulla (a Prato Fiorito non c’è neppure un parco giochi) si impone maestosa una struttura: è il centro polifunzionale che il Consorzio Acru ha finito di costruire 4 anni fa come opera a scomputo da destinare alla cittadinanza. Da quel momento però, un imprevisto dopo l’altro, ne ha slittato l’apertura e nonostante i documenti siano stati inviati più volte agli uffici dei dipartimenti comunali competenti, non si arriva mai a dama.

Questa volta a far slittare ancora l’apertura del centro polifunzionale, che potrebbe diventare fiore all’occhiello del quartiere nonché unico punto di aggregazione, è la mancanza dell’adeguamento dell’impianto antincendio. Doriana Mastropietro, presidente del consorzio ha spiegato nei dettagli la motivazione: “Questo progetto è stato approvato 7 anni fa in conferenza dei servizi e realizzato seguendo le indicazioni dell’epoca – ha detto – A distanza di anni alcune modiche che riguardano però i nuovi progetti, bloccano anche il nostro”. Più chiaramente: dal dipartimento sono stati richiesti ulteriori “punti fumo” sul soffitto non previsti sette anni. “Ci siamo detti disponibili a effettuare i lavori a patto che il dipartimento di autorizzi la spesa – ha proseguito Mastropietro aggiungendo – Nonostante sembrava fossimo giunti ad un accordo, dopo uno scambio di mail mi viene riproposto di nuovo lo stesso problema”.

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L’opera è costata fino ad ora un milione e 200mila euro, è praticamente ultimata e, se ci fossero le intenzioni, potrebbe aprire all’istante. “Basta, siamo stufi. Se non si giunge ad una conclusione in tempi brevi denunceremo alla Corte dei Conti tutto quanto per danno erariale e abbandono del bene pubblico” ha concluso Mastropietro.  

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