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Ponte di Nona: continua la battaglia del Caop contro lo sfruttamento minorile dei rom

"È una vergogna: dopo la nostra denuncia non si è mosso nessuno, neanche i Servizi sociali: tutti i residenti sperano nella costruzione di una nuova sede delle Forze dell'Ordine nella zona", spiega Franco Pirina

Le immagini scattate dai volontari del Caop

Rom che rovistano nei cassonetti con i bambini lungo le strade: scene quotidiane per i residenti di Ponte di Nona, oggetto, pochi mesi fa, di una denuncia per sfruttamento minorile, presentata ai Carabinieri di Settecamini dal presidente dell’ organizzazione no profit “Caop”( Coordinamento Azioni Operative Ponte di Nona), Franco Pirina.

rom cassonetti-3“Questo fenomeno negli ultimi mesi è cresciuto e la situazione è visibilmente peggiorata a Ponte di Nona – racconta Pirina –: i volontari dell’associazione girano a bordo delle macchine notte e giorno per vigilare sul territorio, sempre a stretto contatto con le Forze dell’Ordine. Queste immagini sono state scattate a via Chiodelli e a via Gastinelli, ma il fenomeno si ripete ovunque e i bambini vengono ‘calati’ nei secchioni. La verità è che ci sono molti bambini del campo rom che vanno regolarmente a scuola, ma molti altri non lo fanno. Tutti i residenti sperano nella costruzione di una nuova sede delle Forze dell’Ordine nella zona, compresi i carabinieri di Settecamini, che devono vigilare su metà di Ponte di Nona, Settecamini e La Rustica. È una vergogna: dopo la nostra denuncia non si è mosso nessuno, neanche i Servizi sociali”.

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LA STORIA DI UNA FAMIGLIA ROMENA CHE VIVE NEL DEGRADO - “Abbiamo a cuore i bambini e, in questi giorni, stiamo monitorando anche una situazione particolare – conclude Pirina –: in un container situato su un terreno privato, alla fine di via Mattè Trucco, da 8 mesi, vive una signora romena con tre bambini. Il marito è scappato fuori dall’Italia. Il più grande dei ragazzini è denutrito: i piccoli non vanno a scuola perché non hanno la residenza. Moltissimi cittadini si stanno mobilitando per dare loro cibo e vestiario, perché vivono nel degrado più assoluto, in mezzo ai topi e senza un soldo. Passo spesso a vedere se hanno bisogno di qualcosa e ho avvertito il VI Municipio di questa situazione, affinché contatti i proprietari dell’area, aiuti questa famiglia e tolga la struttura, perché potrebbe sempre essere occupata in futuro”.

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