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Villaggio Prenestino, rifugiati "retakers" insieme ai residenti

Dopo i fatti di Corcolle la partecipazione dei migranti era in forse, ma ha prevalso la voglia degli ospiti di rendersi utili. Il CdQ: "Una bella giornata di integrazione ma il piano rifugiati va rivisto"

I rifugiati politici all'opera a Villaggio Prenestino - Foto Comitato di Quartiere

Grande successo per il Retake di sabato 27 settembre a Villaggio Prenestino. Obiettivo dei volontari anti degrado l’area verde di via Castel Frentano e via Roio del Sangro. Un’idea, spiega il comitato di quartiere "nata mesi fa dalle segnalazioni dei cittadini della zona, esasperati da grado di abbandono in cui riversava l'area. Inoltre, vista la vicinanza di uno dei tre centri accoglienza che il quartiere ospita, abbiamo pensato di farci dare una mano dai ragazzi ospitati nel centro (di via Roio del Sangro, ndr). Un modo per loro per rendersi utili e fare qualcosa di concreto e per noi per fare un'attività utile alla comunità e allo stesso tempo di integrazione sociale, cosa che manca totalmente".

Dopo i fatti di Corcolle la partecipazione dei richiedenti asilo è stata però in forse fino all’ultimo. I responsabili del centro temevano infatti rappresaglie "da parte di gruppi di estrema destra". Alla fine ha però prevalso la voglia degli ospiti di rendersi utili e fare qualcosa per il quartiere. Al Retake hanno dunque partecipato una quindicina di rifugiati ed altrettanti residenti.  

INTEGRAZIONE - Per il comitato di quartiere è stata una bella giornata di integrazione e un'occasione per dire no al razzismo. "Grazie all’aiuto di questi ragazzi giovani e tanti, siamo riusciti a pulire l’intera area (si parla di almeno mille metri quadri). Speriamo che questa giornata sia un esempio di integrazione e cooperazione tra persone Civili che rifiutano il razzismo come forma di risoluzione dei problemi. Queste iniziative sono anche un monito, una forma di protesta civile, verso le istituzioni".

RIVEDERE PIANO RIFUGIATI - Ciò non vuol dire che i problemi legati all'accoglienza dei migranti siano di colpo scomparsi. Tutt’altro. "E’ necessario regolare la distribuzione dei Centri in modo da poter accogliere in maniera sostenibile e integrativa chi è meno fortunato di noi", scrive il CdQ. "E’ l’unico modo per evitare brutti episodi come quello avvenuto a Corcolle. Non si può pensare di risolvere il problema riversando su una periferia, già in difficoltà per la scarsità (se non assenza) di servizi, il 60% degli immigrati accolti dal Comune di Roma (secondo ilpresidente del Municipio Marco Scipioni). Il nostro appello e la giornata di oggi sono quindi dedicati anche al nostro Sindaco Ignazio Marino affinché si riveda il piano di distribuzione dei rifugiati, di integrazione e di gestione di questa emergenza immigrazione".

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