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Sicurezza:"Il VI Municipio sta morendo di accoglienza"

Forza Italia: "Abbiamo raccolto più di mille firme per richiedere all'amministrazione di ripristinare sicurezza e decoro in questo territorio che appare sempre più distante dal cuore della capitale"

"La città, è evidente, è ormai fuori controllo. Le periferie, in particolare il VI Municipio, sono diventate terre di nessuno in cui  la violenza dilaga, l’unica legge che vige è quella del più forte e la sicurezza dei cittadini è talmente minacciata che ormai anche prendere un autobus in pieno giorno costituisce un rischio non indifferente, come purtroppo dimostra la tentata violenza sessuale subita ieri da una ragazzina di Borgata Finocchio. Il VI Municipio sta morendo di accoglienza". Lo dichiarano, in una nota congiunta, il vice presidente dell’Assemblea Capitolina Giordano Tredicine ed il capogruppo di Forza Italia del VI Municipio Daniele Pinti.

"La situazione - continua la nota - conseguenza di politiche per la sicurezza praticamente inesistenti da parte dell’amministrazione comunale e di scelte assurde del Governo che ha interamente scaricato sui cittadini il problema immigrazione, è ormai al collasso. In soli tre giorni e solo tra i residenti di un quartiere del VI Municipio, abbiamo raccolto più di mille firme per richiedere all’amministrazione comunale di ripristinare sicurezza e decoro in questo territorio che appare ogni giorno sempre più distante dal cuore della capitale tanto che ormai non sembra neanche faccia parte di Roma. Non è xenofobia, come istericamente starnazzano coloro che di questa parola si fanno scudo per nascondere le proprie responsabilità, ma la giusta pretesa che diritti di cittadinanza come sicurezza e decoro non vengano calpestati.

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"Siamo un popolo accogliente che conosce bene il dolore che c’è dietro il cercare un futuro migliore in una terra straniera, ma la nostra accoglienza non può essere ricambiata in questo modo. E soprattutto, non può gravare solo sull’Italia quest’ incombenza. Dobbiamo aiutare questi uomini e queste donne a costruire un futuro migliore nei loro paesi e siamo pronti, così come previsto dal diritto internazionale, a fare la nostra parte accogliendo nel nostro paese coloro che scappano dall’orrore della guerra. A patto, però, che facciano la loro parte anche gli altri stati membri della comunità europea perché non possiamo essere Europa solo quando c’è da sottostare ai diktat della Merkel". 

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